Petizione: No all’ingresso in Talete dei Comuni del viterbese ! L’acqua sia distribuita veramente potabile !

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NO ALLA GESTIONE PRIVATA DELL’ACQUA! SI AI COMUNI CONSORZIATI PER PICCOLI AMBITI !

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LAGO DI BOLSENA-LAGO DI VICO-NOCCIOLICOLTURA

http://www.cafevirtuel.it/2019/04/06/lago-di-bolsena-lago-di-vico-nocciolicoltura/



LAGO DI BOLSENA – LAGO DI VICO – NOCCIOLICOLTURA
                                                             
                                                               Alle Istituzioni in indirizzo
                                    alla stampa
05 aprile 2019
E’ ormai chiara a tutti la necessità della preservazione dell’ambiente.
La giovanissima Greta Thunberg, a Katowice in Polonia, a dicembre del 2018, partecipando alla Conferenza sul clima (COP24), un importante momento decisionale della Convenzione quadro delle Nazioni Unite sul cambiamento climatico, ha scosso, con le sue parole, fortemente la politica e l’opinione pubblica.
Seguendo le indicazioni di Greta, migliaia di giovani, in circa 50 nazioni e in molte città italiane, con una grande marcia, hanno dato voce alla protesta pacifica e posto all’attenzione la necessità di non perdere più tempo.
Sono giovani che riflettono sul futuro dell’umanità e indicano la strada da percorrere per salvare il pianeta e tutelare la salute di tutti gli esseri viventi.
Anche nel viterbese, grazie alle decise esternazioni della regista Alice Rohrwacher,  è tornata visibile la difficoltà di coniugare difesa dell’ambiente e della salute con le pratiche agronomiche della nocciolicoltura, che addirittura si vorrebbe estendere in tutto il viterbese ed anche nella conca del lago di Bolsena.
I risultati non si sono fatti attendere e dal Convegno di Orvieto è iniziata una vera e propria lotta volta ad  ostacolare la messa a dimora di alberi di nocciolo.
Netta posizione contraria alla diffusione della monocoltura del nocciolo, che richiede trattamenti inquinanti, è stata già espressa da quasi tutti i sindaci dei paesi il cui territorio è compreso nella conca del lago di Bolsena, con dichiarazioni che lasciano il segno.  Infatti dicono di non volere, per il lago di Bolsena, la stessa  fine subita dal lago di Vico.
Tutta la conca del lago di Vico, Riserva naturale, ora divenuta Parco, è tutelata da una infinità di leggi, che però sono solo sulla carta e non hanno impedito il progredire dell’eutrofizzazione e l’avanzamento dell’inquinamento, tanto da temere che la sua morte sia sempre più vicina. Eppure c’è chi ancora nega l’evidenza;  nega  l’esistenza stessa dell’inquinamento; nega che questo sia stato determinato in gran parte dai sistemi di coltivazione usati nella conca del lago, nonostante una infinità di studi scientifici lo dimostrino.
Desideriamo ringraziare chi ha nuovamente posto all’attenzione i fatti, la regista Alice Rohrwacher per prima e i sindaci del lago di Bolsena che hanno manifestato contrarietà alla messa a dimora degli alberi di nocciolo. Li ringraziamo perché ci fanno ritornare sull’argomento lago di Vico e acqua distribuita nelle case dei cittadini di Ronciglione e Caprarola. I filtri istallati dai due Comuni sono costati una enormità alla collettività e nonostante ciò ancora non distribuiscono acqua potabile, perché non riescono ad eliminare le microcistine cancerogene che hanno preso possesso del lago.
Da tempo chiediamo assieme ad altre associazioni e ai Medici per l’Ambiente che non venga più distribuita acqua del lago di Vico.
Occorre trovare alternative a questa non escluso l’utilizzo di autobotti con acqua potabile.
Occorre pensare al risanamento del lago. Anche in questo campo ci sono tanti studi e progetti che potrebbero  dare i risultati sperati.
Occorre inoltre eliminare l’apporto di inquinanti alle acque del lago.
Per far ciò è necessaria una netta inversione delle scelte politiche, inevitabile per tutelare veramente flora e fauna e la salute di uomini, gravemente compromessa, come dimostrato da tantissimi studi e dati statistici  e rilevamenti che si  susseguono da anni.
E’ questa la richiesta che ci sentiamo in dovere di presentare ancora una volta alle istituzioni comunali , provinciali regionali e statali, compreso il Prefetto di Viterbo che ha in mente di istituire un tavolo per affrontare il problema.  
Abbiamo più volte esposto queste considerazioni.
In particolare riteniamo necessario che la Regione Lazio prenda in considerazione la necessità di rivedere, migliorandola, la deliberazione n 539 del 2/11/2012, presa in attuazione della DGR n 5817 del 14/12/1999. Proprio grazie alla stessa deliberazione n.539 del 2 novembre 2012, anziché la tutela del lago, si è verificata la scappatoia che permette ancora oggi l’uso di pesticidi e fertilizzanti a danno dell’ambiente e della salute, in primis degli stessi agricoltori.
Il Piano di Utilizzazione Aziendale redatto dal Comune di Caprarola e approvato anche dal Comune di Ronciglione per tutti gli agricoltori, obbligati dalla stessa legge a dotarsene, non ha risolto il problema.
Chiediamo alle istituzioni in indirizzo di cancellare definitivamente  il paragrafo 6/3 di questa delibera  e cioè la possibilità di concimare, fertilizzare e usare i pesticidi, atti permessi grazie alla realizzazione dei PUA. Tutto ciò perché in contrapposizione con lo spirito della stessa legge che individua tutto il bacino idrografico come area di salvaguardia per la captazione dell’ acqua.
                                                                              Raimondo Chiricozzi      
Allegato: lettera al Prefetto

                                                                                                             Al Prefetto di Viterbo Dott. Giovanni Bruno                                                                                                               E p.c. alle Associazioni  e organizzazioni in indirizzo

Oggetto: Richiesta
Data: 30 marzo 2019

                Egregio Prefetto Dott. Giovanni Bruno,

ho appreso con soddisfazione dalla stampa la sua volontà di istituire presso la Prefettura di Viterbo un tavolo che discuta la problematica dell’uso dei prodotti in agricoltura nella nostra provincia per giungere alla definizione di un uso equilibrato degli stessi.

La stampa non chiarisce bene le organizzazioni che saranno chiamate a farne parte e il livello delle stesse se nazionale o provinciale.

Il territorio viterbese come lei ben sa è interessato da queste pratiche agronomiche e rispetto questa problematiche ci sono associazioni ambientaliste, come le nostre e istituzioni che s‘interessano da tempo immemorabile del problema.  

Sono pertanto a chiederle, per quanto di mia competenza, essendo membro della commissione ambiente nazionale  AICS, presidente del Comitato provinciale AICS e del Comitato acqua potabile, di valutare l’opportunità dell’inserimento nel tavolo che sta per istituire di esperti nella materia da noi indicati e dalle associazioni ambientaliste,  organizzazioni e istituzioni sanitarie, che vorranno farne parte.

Tutto ciò per contribuire alla definizione di un rapporto corretto tra ambiente, agricoltura e salute dei cittadini e in primis degli stessi agricoltori.

                Distinti saluti

                                                                                                                             Raimondo Chiricozzi

ASSOCIAZIONE ITALIANA CULTURA E SPORT – COMITATO PROVINCIALE VITERBO
COMITATO ACQUA POTABILE
Email: viterbo@aics.it  comitato.acqua.potabile@gmail.com
Via Resistenza 3 – 01037 Ronciglione VT  Tel 0761652027 – 3683065221

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MONSANTO A PAGARE MILIONI DI DANNI PER LA SALUTE

Diverse migliaia di individui che sono stati esposti a (ora Bayer) di punta erbicida Roundup della Monsanto e soffriva di cancro sono in procinto di citare il gigante agrochimico. Questa settimana ha visto il completamento del secondo processo, e la seconda sentenza a favore del querelante. 

UN GREEN NEW DEAL PER L’ALIMENTAZIONE E L’AGRICOLTURAPer affrontare il cambiamento climatico, dobbiamo finire l’agricoltura intensiva-chimica. Sosteniamo una giusta transizione verso sistemi alimentari e agricoli che mettono di nuovo il potere nelle mani dei contadini, i lavoratori e le comunità in crescita cibo e il New Deal verde è un modo per aiutarci a realizzare questo. 



CORTEVA ALIMENTATO FUNGICIDA PER I CANI – MA NON È TUTTOIl mese scorso, un’indagine sotto copertura dalla Humane Society degli Stati Uniti ha rivelato che Corteva Agriscience era stato alimentazione forzata prodotti chimici agricoli a tre dozzine di beagle in uno studio yearlong sulla tossicità di un fungicida. 


COSA C’È DI NUOVOHoney Bee Haven: Proteggere impollinatori e mappare il proprio rifugio ape.Il tapis roulant pesticidi: Perché è così difficile per gli agricoltori di fuggire?Libreria di risorse: Factsheets, toolkit e oltre.Pesticidi: The Big Picture: Come pesticidi toccano ogni aspetto della nostra vita. 

    



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Un quarto di malattie e morti causate dall’inquinamento

https://www.avvenire.it/mondo/pagine/onu-un-quarto-di-malattie-e-morti-causate-da-inquinamento

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La farina migliore per la pizza: 13 prodotti a confronto nel test in edicola

Di enrico cinotti -23 Febbraio 2019

E se volessimo preparare una pizza per cena che cosa troviamo sugli scaffali? Siamo partiti da questa semplice domanda e abbiamo acquistato 13 prodotti – 7 farine di grano tenero2 semole di grano duro e 4 preparati per pizza – per poi sottoporli a una serie di analisi e capire quanto fossero sicuri e adattiper impastare la nostra margherita.

Acquista qui il nuovo numero con tutti i nomi e i voti delle 13 farine analizzate in laboratorio

Nel nuovo numero in edicola da oggi pubblichiamo tutti i risultati, marca per marca (da Barilla a La Molisana, da Garofalo a Coop, Auchan, Carrefour, Lidl, Eurospin e tanti altri), oltre a un lungo dossier dedicato alla farina, ai suoi valori nutrizionali, al suo impiego per la pizza e raccontiamo anche cosa indicano gli ultimi studi sulla materia prima per eccellenza.

Tutti i pesticidi nel sacco

Ma che tipo di prodotti abbiamo trovato? Le “farine” da noi analizzate quasi sempre all’altezza dell’uso finale, con una buona forza per resistere alla lievitazione della pizza, e capaci di dare all’impasto una discreta stabilità, anche se alcune “tengono” molto meno di altre. Se dalle prove merceologiche passiamo all’analisi dei contaminanti il quadro è molto meno rassicurante. Su 13 campioni solo due  sono risultati completamente liberi da qualsiasi residuo mentre ben 11 sono i prodotti nei quali i trattamenti fitosanitari hanno lasciato la loro traccia. Le concentrazioni sono tutte entro i limiti di legge, quindi le nostre farine sono perfettamente conformi. È un altro l’aspetto però che ci fa riflettere: la presenza contemporanea di più molecole nello stesso campione, da 3 a 5, è un fattore comune a ben 10 campioni del nostro panel.
Una situazione che difficilmente abbiamo rilevato nei precedenti test. Sicuramente un dato sul quale interrogarsi nel momento in cui gli studi sul cosiddetto effetto cocktail – il rischio che deriva dalla sommatoria di molecole diverse seppur in basse concentrazioni – sono in corso (ne diamo conto nel lungo dossier nel numero in edicola) e la stessa Efsa ha in programma di rilasciare i primi due report a giugno con un avvertimento che è già arrivato dal direttore Bernhard Url: “I limiti di legge devono essere rivisti”.

Glifosato sempre presente

Anche la tipologia dei composti rilevati non è un aspetto secondario. Partiamo dal glifosato, l’erbicidapiù usato al mondo, probabile cancerogeno per l’uomo secondo la Iarc, interferente endocrino e considerato dal Ramazzini di Bologna capace di provocare effetti avversi anche a dosi considerate “sicure”: lo abbiamo trovato, seppur a basse dosi, in 4 prodotti: in un test sulle farine di tre anni fa, su 16 campioni, lo avevamo rintracciato solo in due prodotti. La sua presenza per noi resta un problema cruciale, che può essere risolto.
Abbiamo visto quello che è accaduto con la pasta: per tanto tempo abbiamo segnalato con i nostri test che c’era un problema glifosato nei grani del Nord America, Canada in primis, e le aziende per troppo tempo ci invitavano a “non diffondere inutile allarmismo”salvo poi scoprire, come abbiamo testimoniato nel numero di novembre, che da due anni l’intero comparto italiano ha abbandonato le rotte canadesi perché ora “quel grano meglio di no…”.

Passione e qualità italiane

Di certo quello che in questi anni non è cambiata è la passione degli italiani per gli sfarinati: di sola farina di grano tenero in Italia se ne producono 4 milioni di tonnellate. Oltre 2,5 milioni di tonnellate sono impiegate per la produzione del pane, ben 673mila sono usate nella biscotteria e 357mila per la pizza. Il mercato domestico della zero e della doppiozero consuma circa 230mila tonnellate all’anno alle quali però devono aggiungersi le semole di grano duro, sempre più preferite anche per la pizza, e i preparati per “lievitare” la margherita in casa.
Ma nei preparati cosa ci finisce? Dalla nostra piccola ricognizione, in genere farina e lievito  ma non manca chi aggiunge, i cosiddetti “miglioratori” (come le farine maltate) e additivi, come l’E491, il monostearato di sodio, un agente reidratante che in caso di sovradosaggio può provocare problemi all’apparato digestivo.
Non dobbiamo però allarmarci: che la nostra scelta ricada su una farina o su una semola, possiamo trovare delle valide alternativescopritele nel nuovo test del Salvagente.

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Il rischio nascosto dei pesticidi neonicotinoidi nell’acqua potabile

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Presa diretta e i pesticidi nell’alimentazione

PESTICIDI SU FRUTTA E VERDURA

PESTICIDI SU FRUTTA E VERDURASiamo profondamente immersi dentro gli inquinanti, persino quelli proibiti da 50 anni e che ancora persistono nell’ambiente.Quante sostanze chimiche ci sono nella frutta e nella verdura?

Pubblicato da PresaDiretta su Sabato 16 febbraio 2019
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Sollecitare il Congresso USA a passare il Fairness Act per Farmworkers

Contadini sono alcuni dei lavoratori meno protetti nel paese quando si tratta di danni sul posto di lavoro, tra cui l’esposizione ai pesticidi pericolosi. Sono inoltre esclusi dalla norme federali per il salario minimo e pagare gli straordinari garantito per altri lavoratori.

La scorsa settimana, l’equità per Farmworkers Act è stato introdotto dal senatore Harris e Rappresentante Grijalva per combattere questa discriminazione nei confronti dei lavoratori agricoli. Occorre sollecitare il vostro rappresentante per sostenere la Fairness Act per lavoratori agricoli, oggi.

La scorsa settimana, l’equità per Farmworkers Act è stato introdotto dal senatore Harris e Rappresentante Grijalva per combattere questa discriminazione nei confronti dei lavoratori agricoli. Occorre sollecitare il vostro rappresentante per sostenere la Fairness Act per lavoratori agricoli, oggi.

Più di due milioni di contadini eseguire alcuni dei lavori manuali più esigenti in questo paese, coltivazione e la raccolta delle colture che alimentano tutti noi. Eppure essi sono esclusi dal 1938 Fair Labor Standards Act che ha messo le protezioni dei lavoratori di base in atto per gli altri lavoratori.

Questa discriminazione diritto del lavoro era sbagliato nel 1938, ed è sbagliato ora. L’equità per Farmworkers legge garantirebbe contadini ricevono gli straordinari pagare – proprio come gli altri lavoratori, raddrizzare un torto storico nel nostro sistema alimentare.

Contadini meritano la stessa paga gli straordinari, come qualsiasi altro lavoratore. Stand con contadini di oggi, e agire per l’equità per Farmworkers legge.

Grazie per tutto quello che fate.

Take Action



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Gli effetti dei cambiamenti climatici sulla salute dei bambini di città

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