vietare i pesticidi per salvare ambiente e salute

Partecipa alla chiamata di PAN International all’azione! 

In tutto il mondo, i paesi stanno vietando pesticidi noti per danneggiare la salute umana o danneggiare gli ecosistemi fragili, e investire in sistemi più resilienti di allevamento. Questa è una cosa molto buona.

Purtroppo, gli Stati Uniti non fa parte di questa tendenza globale. Un nuovo studio mostra che oltre il 25% dei pesticidi agricoli utilizzati negli Stati Uniti sono già stati vietati in altri paesi.

Segno sulla chiamata di PAN International urgente azione sui pesticidi altamente pericolosi (HHPS)! Noi consegneremo la tua firma ai funzionari e membri del Congresso degli Stati Uniti agenzia chiave.

Ci sono 72 sostanze chimiche ancora in uso sulla US fattorie che i funzionari europei hanno trovato troppo tossico per avere sul mercato. Diciassette pesticidi ancora utilizzati qui sono stati vietati in Brasile, e 11 sono stati vietati in Cina.

Questo è inaccettabile. I legislatori e le autorità di regolamentazione degli Stati Uniti non riescono a proteggerci da pesticidi che sono noti per essere pericoloso. Unisciti alla richiesta di un’azione globale su HHPS.

Come le recenti azioni legali Roundup hanno chiaramente dimostrato, qui negli Stati Uniti le società di pesticidi come la Monsanto spendere milioni di influenzare funzionari dell’agenzia e mantenere la loro prodotti nocivi sul mercato. Abbiamo del lavoro da fare.

Grazie per l’adesione al bando internazionale per l’azione su HHPS!

Take Action



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appello accorato per la difesa del suolo e degli ecosistemi dall’uso spropositato e indiscriminato di diserbanti

http://lacitta.eu/cronaca/45307-appello-accorato-per-la-difesa-del-suolo-e-degli-ecosistemi-dall-uso-spropositato-e-indiscriminato-di-diserbanti.html

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Glifosato: come si coltiva senza? Ecco le ciliegie senza pesticidi Apofruit e Coop

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Monsanto un’altra condanna

All’inizio di questo mese, una giuria ha ordinato Monsanto (oggi Bayer) di pagare oltre $ 2 miliardi di Alva e Alberta Pilliod. I Pilliods hanno linfoma non-Hodgkins, un tipo di cancro che gli studi hanno collegato al glifosato, la sostanza chimica in Roundup ammiraglia erbicida della Monsanto.

La giuria ha ritenuto che la Monsanto sapeva il loro prodotto potrebbe causare il cancro, e volutamente trattenuto tali informazioni.

Eppure, l’Environmental Protection Agency (EPA) ha in programma di tenere glifosato sul mercato. Dillo amministratore Wheeler è il momento di proteggere la salute pubblica, i profitti non aziendali.

note interne dimostrano che questa amministrazione rassicurato Monsanto che essi “hanno il loro back” quando si tratta di pesticidi. Quindi non è una sorpresa che stanno ignorando ritrovamento dell’Organizzazione mondiale della sanità che il glifosato è un “probabile cancerogeno umano.”

Gli studi hanno anche collegato il chimico a difetti di nascita, danni al fegato e disturbi ormonali. EPA sta congedando questa prova pure.

Il periodo di commento sul glifosato è ora aperto. Iscriviti alla nostra petizione dicendo EPA lavorano per noi, non Monsanto (Bayer) – ed è il momento di fare il loro lavoro.

Il verdetto Pilliod è la terza sentenza consecutiva per le vittime del cancro contro Monsanto / Bayer, con piú di lavoro la loro strada attraverso i tribunali. Le giurie stanno seguendo la scienza sul glifosato. I funzionari EPA dovrebbero fare lo stesso.

Grazie per tutto quello che fate.

Take Action



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Nell’acqua un cocktail di veleni Cambia il metro di valutazione

  • Corriere della Sera
  • 26 May 2019
Un’analisi di laboratorio presso l’Ewg

Oltre 15 mila casi di cancro tra il 2011 e il 2015 potrebbero essere imputabili a una serie di inquinanti tossici presenti nelle acque della California. Sono i dati di uno studio pubblicato sulla rivista «Environmental Health» da un gruppo di scienziati dell’Environmental Working Group (Ewg), specializzato nella ricerca degli agenti cancerogeni nell’acqua potabile. La maggior parte

delle ricerche stima la probabilità delle singole sostanze di avere effetti dannosi per la salute. Ora per la prima volta gli scienziati californiani sono riusciti a produrre un modello che descrive le conseguenze della presenza di più inquinanti nel corpo umano. «Questo approccio cumulativo è comune nel valutare gli impatti sulla salute dell’esposizione agli inquinanti atmosferici, ma non è mai stato applicato ai contaminanti dell’acqua potabile», ha affermato Tasha Stoiber, ricercatrice di Ewg. «I politici stabiliscono i limiti di concentrazione di una sostanza chimica alla volta, ma ciò non corrisponde alla realtà: più contaminanti vengono spesso rilevati nell’acqua potabile negli Stati Uniti». I dati, ricavati dai rapporti sulla qualità dell’acqua in California, mostrano che i sistemi idrici con il rischio più elevato sono quelli delle comunità più piccole con meno di mille persone, dove l’arsenico è il principale fattore di aumento del rischio di cancro. «Questa nuova valutazione del rischio, se adottata, costituirà un enorme passo avanti verso il miglioramento della salute pubblica e aiuterà le comunità e i politici a valutare le opzioni migliori per trattare l’acqua potabile», afferma Olga Naidenko, consulente di Ewg.

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IL DECRETO CRESCITA PRIVATIZZA L’ACQUA DEL MERIDIONE

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Comunicato stampa
Il decreto Crescita privatizza l’acqua del Meridione

La storia dell’Ente per lo Sviluppo dell’Irrigazione e la Trasformazione Fondiaria in Puglia, Lucania ed Irpinia (E.I.P.L.I.) viene da lontano. Fu istituito nel 1947 con il fine di contribuire allo sviluppo economico, civile e democratico del Paese nella fase di ricostruzione post bellica, con particolare riferimento alle infrastrutture idriche interregionali di cui necessitavano le comunità che vivevano tra la Puglia, la Basilicata e l’Irpinia per garantire condizioni di vita dignitose.
E’ innegabile come tale Ente, nella prima parte della sua lunga vita, abbia assolto a pieno al compito assegnato, ossia la costruzione di alcune grandi opere idrauliche come invasi, opere di captazione di sorgenti e centinaia di chilometri di reti di adduzione a valenza interregionale.
La sua crisi è in parte da addebitare all’uso clientelare che spesso è stato fatto in Italia di Enti del genere, ma anche e soprattutto all’incertezza normativa in cui è stato costretto ad operare.

L’EIPLI rappresenta un caso emblematico di come si costruisce l’alibi perfetto della privatizzazione. E’ evidente come nel tempo, e con un’impressionante comunione d’intenti, si sia costruita una scatola vuota che non poteva non essere in perdita dal punto di vista economico. Ecco così pronta la soluzione: la trasformazione in società di capitali.
Il primo passo in questa direzione è stato fatto dai governi di centro-sinistra tra fine anni novanta e il 2007, seguiti da Monti nel 2011 e nel 2018 da Gentiloni.

Tutti i Governi che si sono succeduti hanno confermato le scelte precedenti senza, però, mai giungere ad una loro esecuzione.

In perfetta continuità con il passato arriva il cosiddetto Decreto Crescita, provvedimento attualmente in discussione presso la Commissione Bilancio della Camera, tramite cui il Governo Conte a maggioranza giallo-verde prova a fare il primo della classeaccelerando la trasformazione dell’EIPLI in società di capitali.

Con l’articolo 24 di questo decreto si conferma la completa subalternità di questa maggioranza alle logiche di mercato che hanno contraddistinto gli ultimi 25 anni di politiche sui servizi pubblici locali e in particolare sulla gestione del bene acqua.
Tutte le risorse, umane e strumentali, dell’EIPLI saranno trasferite alla nuova mega-società costituita dallo Stato e dal Ministero dell’economia e delle finanze. Alle regioni Campania, Puglia e Basilicata e ad altre regioni del distretto idrografico dell’Appennino Meridionale si concede la possibilità di partecipare a tale società.

Si conferma anche l’interiorizzazione del mantra delle economie di scale, centralizzando e verticalizzando ulteriormente le decisioni invece di costruire meccanismi che coinvolgono maggiormente le comunità attraverso la partecipazione degli Enti Locali.

Non si tratta solo di un’operazione di evidente privatizzazione ma soprattutto di un’operazione che s’inserisce a pieno in quella logica portata avanti da alcuni anni, in particolare dalle lobby economico-finanziarie, volta a costruire soggetti di scala sovra-regionale in grado di mettere in campo meccanismi che rendano effettivamente profittevole la gestione dell’acqua, a maggior ragione nel Meridione dove i processi di aggregazione societaria sono ancora irrealizzati.

Intendiamo denunciare che un provvedimento come questo allude pesantemente al gestore unico del Sud Italia costruendo le condizioni perché anche in questi territori la gestione sia appetibile dai soliti noti come ACEA, SUEZ e VEOLIA.

Anche gli emendamenti proposti dai 5S risultano solo una foglia di fico per provare a proteggere la loro prima stella che, dopo lo stop alla discussione sulla legge per l’acqua pubblica, è in evidente caduta libera.

Abbiamo sempre riscontrato come qualsiasi clausola posta a salvaguardia della totale pubblicità delle quote azionarie è insignificante soprattutto nel medio lungo periodo. Il problema, non ci stancheremo mai di ripeterlo, è l’entrata nel campo minato delle società per azioni dove si opera in pieno regime di mercato a prescindere dalla proprietà delle quote.

Inoltre, ribadire la possibilità d’ingresso nella società anche di altre regioni del distretto idrografico dell’Appennino Meridionale, oltre a Puglia, Basilicata e Campania, non fa che peggiorare la situazione in termini di partecipazione democratica, di capacità di incidere sulle decisioni da parte delle comunità locali e di garanzia che le scelte operate vadano effettivamente incontro agli interessi e bisogni della collettività.

In conclusione, appare evidente che c’erano tutte le condizioni per poter retrocedere da una scelta scellerata fatta dai governi passatie dare un reale segnale di cambiamento. Invece, ancora una volta si è scelta la continuità e il perseverare nella logica della mercificazione di medio lungo periodo dell’acqua.

Per questo denunciamo con forza la pericolosità di questo provvedimento e dichiariamo che metteremo in campo tutte le iniziative necessarie per contrastarlo.

Roma, 29 Maggio 2019.

Forum Italiano dei Movimenti per l’Acqua

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NON VOGLIAMO UN ALTRO LAGO DI VICO

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Glifosato, nuovo studio Ramazzini: “Danni allo sviluppo anche a dosi basse”

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Cuore. L’arsenico presente nell’acqua ispessisce il ventricolo sinistro.

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L’arsenico, che può essere presente, in minime quantità, nell’acqua potabile, provoca un ispessimento delle pareti cardiache e in particolare del ventricolo sinistro. E il danno è più evidente nelle persone ipertese. A correre questo rischio sono in particolare coloro che si riforniscono di acqua da pozzi privati, non soggetti a controlli

stampa

08 MAG – (Reuters Health) – Anche moderate quantità di arsenico presenti nell’acqua potabile possono condurre a un pericoloso ispessimento delle pareti della camera principale del cuore. È questo il risultato dello studio condotto in USA e pubblicato da Circulation. I ricercatori, che hanno analizzato i livelli di arsenico in oltre 1.000 adulti al di sotto dei 50 anni, hanno riscontrato che il rischio di ispessimento del cuore nei successivi cinque anni era significativamente più elevato in chi era maggiormente esposto alla tossina.

“È importante che le persone sappiano che l’arsenico può essere un fattore di rischio per le malattie cardiovascolari”, dice l’autore principale dello studio, Gernot Pichler, specialista in medicina interna presso il reparto di cardiologia dell’ Hospital Hietzing/Heart Center Clinic Floridsdorf di Vienna. “Vanno considerate le possibili fonti di esposizione, soprattutto per le persone che bevono l’acqua di pozzi privati. Attualmente i pozzi privati non sono regolamentati e le persone che li usano, tra cui bambini e giovani, non sono protetti. Testar le acque di questi pozzi è un importante primo passo per agire e prevenire l’esposizione all’arsenico”.

Lo studio
. Per indagare più da vicino l’impatto dell’arsenico sul cuore, Picheler e colleghi hanno utilizzato i dati dello Strong Heart Family Study, uno studio a lungo termine sui fattori di rischio cardiovascolare nei Nativi americani. Il nuovo rapporto ha incluso 1.337 adulti in Arizona, Oklahoma, North Dakota e South Dakota, la cui età media era appena al di sotto dei 31 anni quando sono stati misurati i livelli di arsenico. All’inizio, nessuno dei partecipanti allo studio presentava diabete o cardiopatia.

I ricercatori hanno valutato la forma, le dimensioni e la funzionalità del cuore dei partecipanti usando l’ecocardiografia. L’esposizione all’arsenico è stata valutata nei campioni di urina. Nel complesso, è stato rilevato che l’esposizione nei partecipanti era più elevata rispetto alla popolazione statunitense generale.

Dopo aver seguito i partecipanti per circa sette anni, gli studiosi hanno scoperto che i soggetti con livelli più elevati di arsenico presentavano maggiori probabilità di avere ispessimento del ventricolo sinistro. Infatti, un livello due volte maggiore di arsenico si associava a un rischio aumentato del 47% di ispessimento del ventricolo sinistro, o ipertrofia.

Nei partecipanti ipertsi– con una pressione superiore a 120/80 – o in quelli che assumevano antipertensivi, l’impatto dell’arsenico si è mostrato più forte: in questo gruppo, i livelli più elevati della tossina erano correlati al 58% in più delle probabilità di sviluppare ipertrofia ventricolare sinistra.
Pichler ipotizza che gli individui ipertesi possano essere più suscettibili agli effetti deleteri dell’arsenico.

Fonte: Circulation: Cardiovascular Imaging


Linda Carroll


(Versione Italiana Quotidiano Sanità/Popular Science)

08 maggio 2019
© Riproduzione riservata

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Arsenico nell’acqua potabile può modificare struttura cardiaca e causare malattie cardiovascolari

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