Ai Sindaci di Caprarola e Ronciglione altri rappresentanti delle istituzioni. Lago di Vico: Occorre informare i cittadini sulle ordinanze di non balneabilità

aics ambiente

2016.06.07
Al           Sindaco di Caprarola
Sindaco di Ronciglione
Procuratore della Repubblica  viterbo                                                                                                                                                 Prefetto Provincia Viterbo
Ministro della Salute
Ministro dell’Ambiente
Presidente Regione Lazio
Presidente Commissione Ambiente Regione Lazio
Assessore Sanità Regione Lazio
Assessore Ambiente Regione Lazio
Presidente Provincia di Viterbo
Presidente Comunità Montana dei Cimini
Commissario Ente Riserva naturale Lago di Vico
Carabinieri NOE
Carabinieri NAS Viterbo
e p.c.     Associazioni ambientaliste e dei consumatori                                                                                                                                   Informazione

 

Egregi Sindaci, egregi Signori,
abbiamo constatato che a seguito della richiesta dell’ARPA del 20 maggio 2016 sono state dai Sindaci di Caprarola e Ronciglione emesse ordinanze di non balneabilità per il lago di Vico.

Abbiamo anche verificato che l’ordinanza n 8 del 25 maggio 2016 (all 1) a firma del Sindaco di Caprarola, è stata emessa dopo ben 5 giorni dalla richiesta dell’ARPA, riguarda tutto il versante di Caprarola del lago di Vico, ed è stata regolarmente pubblicata sul sito del Comune di Caprarola. Purtroppo nel dispositivo non viene dato incarico alle forze dell’ordine, né ai vigili locali, né alle guardie dell’Ente Riserva naturale del Lago di Vico, di vigilare per la sua osservanza. Inoltre, ancora oggi 07 giugno 2016, nessun cartello riportante il divieto di  balneazione è stato apposto presso la riva del lago, in particolare nel tratto La Bella Venere. Riteniamo tale dimenticanza grave perché non informa i cittadini sulla non balneabilità, anche perché nella stessa spiaggia ancora è presente un cartello con una ordinanza sindacale del 2011 che informa sulla balneabilità del lago. Alleghiamo alcune fotografie scattate presso La Bella Venere dove sono visibili bagnanti fra cui molti bambini e dove è ben visibile una schiuma bianca nel lago e  alcune fotografie riportanti ancora ben visibile l’ordinanza di balneabilità del 2011 (all da 2 a 16).

Abbiamo altresì verificato che l’ordinanza del Comune di Ronciglione n. 75 del 26 maggio 2016 (all 17), è stata emessa dopo ben 6 giorni dalla comunicazione dell’ARPA, riguarda un tratto del lago di Vico località Arenari tra la Scaletta e Riva Fiorita. Anche questa ordinanza regolarmente pubblicata sul sito del Comune nel dispositivo non chiede alle forze dell’ordine, né alle guardie della Riserva del Lago di vigilare per il suo rispetto. Sono stati apposti fogli volanti legati con un cordino ai corrimano in legno riportanti in fotocopia l’ordinanza. Quasi tutti i fogli sono spariti e ciò chiaramente non garantisce la giusta informazione a  cittadini e turisti che inconsapevoli dell’ordinanza di non balneabilità si bagnano nel lago. Alleghiamo una foto scattata in prossimità della spiaggia Riva Fiorita dalla quale è visibile una bambina che si bagna nelle acque del lago e foto scattate in vari giorni che evidenziano la schiuma bianca e striature rossastre oleose su questa riva (all da 18 a 26).

Chiediamo  ai Sindaci di Caprarola e Ronciglione di adoperarsi per la tutela della salute dei cittadini, facendo installare cartelli difficilmente asportabili di non balneabilità e invitando le forze dell’ordine e e di polizia comunale alla vigilanza.

Chiediamo ai responsabili delle istituzioni in indirizzo di adoperarsi ognuno per la propria competenza affinché siano rispettate legalità, informazione dei cittadini salute della gente.

Raimondo Chiricozzi
ASSOCIAZIONE ITALIANA CULTURA E SPORT – COMITATO PROVINCIALE VITERBO
Tel. 0761652027- 3683065221 – 3894440387 Email: viterbo@aics.it  www.cafevirtuel.it
sede Via Valle Piatta 9 – 01100 Viterbo – sede legale Via Resistenza 3 – 01037 Ronciglione VT

 

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TUTTI I NODI VENGONO AL PETTINE, ANCHE SE DOLOROSI. Chi salverà il lago di vico dalla sua morte certa ?

Per dipanare la matassa ci vogliono pettini capaci che non sono stati mai adoperati e ancora, nonostante l’urgenza, non ci sembra vengano azionati.

Il  Comune di Ronciglione è stato costretto ad emettere ordinanza di non balneabilità n. 75 del 26 maggio 2016 che si allega.

ordinanza 75 non balneabilità-1

ordinanza 75 non balneabilità-2

L’ordinanza di non balneabilità avviene a seguito delle analisi eseguite dall’Arpa Lazio che hanno rilevato una concentrazione di cianobatteri superiore alla soglia ammessa e ritiene di considerare temporaneamente non idonea alla balneazione alcune aree del lago.

E’ da tempo immemorabile che sollecitiamo, quasi inascoltati, interventi decisi al fine di evitare l’inquinamento delle acque di tutto il lago e la messa  in atto di iniziative per il suo disinquinamento.

Inquinamento dovuto alla crescita abnorme delle alghe fra cui la Planthotrix rubescens o alga rossa, che ha ormai trovato dimora stabile nel lago e che rilascia microcistine tossiche e cancerogene.

Ciò avviene soprattutto a causa  della monocoltura delle nocciole e di una agricoltura scarsamente  controllata che immette nel lago residui di diserbanti e concimi chimici.

Nocciolicoltura che prima o poi non trarrà più beneficio economico dal prodotto, anche perché questo trattiene al suo interno fitofarmaci dannosi alla salute, così come sottolineato da studiosi e ricercatori e dalla dott.ssa Bruno dall’Istituto superiore di Sanità in varie occasioni e convegni.

Il  lago infine sta perdendo completamente la sua vitalità, infatti le sue acque soffrono di carenza di ossigeno e ciò produce danni irreversibili all’ambiente e di conseguenza danni alle attività turistiche ed economiche.

2016.05.28

Raimondo Chiricozzi
Referente AICS AMBIENTE Viterbo
ASSOCIAZIONE ITALIANA CULTURA E SPORT – COMITATO PROVINCIALE VITERBO
Tel.0761652027 – 3683065221 Email: viterbo@aics.it
Via resistenza 3 – 01037 Ronciglione VT

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INQUINAMENTO LAGO DI VICO – ADUC COMITATO ACQUA POTABILE AMMESSO PARTE CIVILE DAL TRIBUNALE DI VITERBO

Il Tribunale di Viterbo ammette IL COMITATO ACQUA POTABILE – ADUC come parte civile al processo per l’inquinamento del Lago di Vico.

La denuncia-esposto presentata dal comitato acqua potabile che chiedeva di accertare le effettive responsabilità dello stato di inquinamento del lago a seguito della proliferazione della planthotrix rubescens e della distribuzione di acqua senza gli opportuni accorgimenti ha portato al rinvio a giudizio degli ex sindaci di Ronciglione e Caprarola.

Il riconoscimento quale parte civile è un atto importante che fa ritenere fondata la nostra battaglia per la tutela dell’ambiente e della salute dei cittadini.

Oltre al Comitato Acqua potabile sono stati ammessi quel parte civile Accademia Kronos, Codacons, Codici e il signor Donadio Massimo per i danni fisici subiti a seguito del bagnarsi nelle acqua del lago.

 

 

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Acqua buona e per tutti… in Svizzera

 

 

Ottima e abbondante(keystone) per l’articolo originale clicca qui

E’ quanto testimonia il periodico rapporto della Confederazione

martedì 03/05/16 14:13 – ultimo aggiornamento: martedì 03/05/16 14:13

Risulta, tra l’altro, che le malattie legate al consumo e all’uso dell’oro blu sono rare in Svizzera e che l’insieme della popolazione ne può disporre senza difficoltà. L’approvvigionamento è garantito da 2’500 distributori, i quali non devono neppure ricorrere a procedimenti particolarmente onerosi per migliorarne i requisiti.

Unico neo rilevato: non esiste in questo campo una banca dati centralizzata, tanto che ci si deve basare su quelli forniti da cantoni e aziende fornitrici.

ATS/dg

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Dall’acqua la vita e la salute. Dovere di ciascuno custodirne pulizia e salubrità come dono ricevuto e da restituire

Si e’ svolto mercoledì  20 aprile presso l’aula magna dell’Istituto d’Istruzione Superiore “Luca Paciolo” di Bracciano un incontro con gli studenti sul tema “Dall’acqua la vita e la salute. Dovere di ciascuno custodirne pulizia e salubrità come dono ricevuto e da restituire”.

Relatrice dell’incontro la dottoressa Antonella dottoressa Litta, referente nazionale per l’Associazione medici per l’ambiente – Isde (International Society of Doctors for the Environment) per le problematiche ambientali e sanitarie derivanti dall’inquinamento delle acque ad uso umano.

Si e’ svolto mercoledì  20 aprile presso l’aula magna dell’Istituto d’Istruzione Superiore “Luca Paciolo” di Bracciano un incontro con gli studenti sul tema “Dall’acqua la vita e la salute. Dovere di ciascuno custodirne pulizia e salubrità come dono ricevuto e da restituire”. Relatrice dell’incontro la dottoressa Antonella dottoressa Litta, referente nazionale per l’Associazione medici per l’ambiente – Isde (International Society of Doctors for the Environment) per le problematiche ambientali e sanitarie derivanti dall’inquinamento delle acque ad uso umano.

La dottoressa Litta ha introdotto la relazione ponendo agli studenti alcune domande: “Che relazione abbiamo con l’acqua e quanto conosciamo di questa nostra compagna di viaggio? Cosa ci insegna e cosa evoca? Quale e’ la nostra responsabilità e come ce ne prendiamo cura?”.

Nel suo ampio ed articolato intervento la dottoressa Litta ha poi presentato dati ed offerto spunti per una riflessione sui vari aspetti e significati, anche etici e culturali dell’acqua, risorsa fondamentale per la vita: l’acqua nella simbologia delle tradizioni spirituali del mondo come segno di rigenerazione e costante cambiamento; l’acqua e il suo utilizzo responsabile ed etico in tutte le attività  umane e in particolare nel settore agricolo, illustrando a questo proposito la situazione del lago di Vico; il diritto all’acqua potabile come diritto inviolabile della persona e dei popoli; la necessità di azioni generali e personali dirette al risparmio e al riutilizzo dell’acqua; il rispetto assoluto delle vigenti disposizioni di legge che garantiscono la salubrità e la pulizia delle acque e così anche la salute umana ed ambientale.

Gli insegnati, gli studenti e la dottoressa Tina Aquili – promotrice di questo incontro – hanno espresso grande apprezzamento e l’intenzione di programmare al più presto altri incontri informativi e formativi sempre sul tema “ambiente e salute”.

*

Di seguito alcuni estratti dall’intervento della dottoressa Litta.

1) L’acqua e’ un elemento fondamentale e insostituibile per la vita di tutto il pianeta e per quella di ogni essere umano.

E’ una risorsa non illimitata che va protetta con il risparmio e la razionalizzazione della sua distribuzione, con la salvaguardia e il risanamento degli ecosistemi e dei bacini idrici utilizzati per approvvigionamento di acque potabili, con il miglioramento del sistema degli acquedotti, del trattamento delle acque reflue e con il loro riciclo, e con concrete politiche di tutela e risanamento ambientale.

Noi siamo l’acqua che beviamo e quella che mangiamo, attraverso i cibi preparati con essa e gli alimenti nei quali essa e’ costituente preponderante.

Siamo anche l’acqua che hanno bevuto le generazioni che ci hanno preceduto perchè, in forma liquida, gassosa e solida, essa costituisce un ciclo idrogeologico chiuso nel quale gli inquinanti possono penetrare e persistere.

L’85 % circa dell’organismo di un neonato e’ fatto di acqua, mentre di circa il 70% e’ la parte di acqua in un individuo adulto e con l’avanzare dell’età questa percentuale tende a ridursi.

L’accesso e la disponibilità di acque salubri, pulite e di qualità, sono quindi le condizioni necessarie ed indispensabili per vivere in modo sano e per tutelare e proteggere lo stato di salute di tutte le persone ed in particolare dei bambini e delle generazioni future.

Attualmente invece oltre un miliardo e 400 milioni di persone non hanno accesso all’acqua potabile e soffrono di una serie di malattie idrotrasmesse che sarebbero facilmente debellabili proprio grazie all’uso di acque salubri e pulite.

Le drammatiche conseguenze del surriscaldamento globale determinato dalla deforestazione, dalla eccessiva produzione di gas serra, frutto di uno sviluppo economico-industriale, incentrato soprattutto sull’uso quasi esclusivo di combustibili fossili, hanno intensificato i processi di desertificazione alterando irreversibilmente gli habitat naturali, riducendo le zone umide con le loro preziose biodiversità e favorendo la diffusione e la recrudescenza di particolari malattie infettive e di quelle trasmesse dagli insetti (zanzare e zecche) che prima erano limitate ad alcune aree dell’Africa, del Sud America e dell’Asia mentre ora anche in Europa e Nord America se ne registrano casi in costante aumento.

Gli sconvolgimenti climatici che osserviamo sempre più di frequente, oltre che causare distruzioni e carestie in aree sempre più’ estese, contribuiscono al fenomeno delle migrazioni forzate di tante popolazioni verso territori con maggiore disponibilità di cibo ed acqua.

2) Secondo il recente rapporto “Prospettive ambientali” dell’Ocse (Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico) la disponibilità  di acqua dolce nel 2050 sarà  ancor più problematica per l’aumento stimato in circa 2,3 miliardi di abitanti rispetto al numero attuale (complessivamente oltre il 40% della popolazione mondiale) che si potrebbero trovare a vivere in zone nelle quali i bacini fluviali saranno sottoposti a gravi problemi di esaurimento idrico, in particolare nel Nord e nel Sud dell’Africa e nel Sud e Centro dell’Asia.

Secondo queste proiezioni, la richiesta globale di acqua dovrebbe aumentare di circa il 55%, a causa delle crescenti esigenze da parte del settore manifatturiero (+400%), per la generazione termica di elettricità (+140%) e per l’uso domestico (+130%).

Questo quadro così drammatico lascia presagire anche scenari prossimi di guerre sempre più estese per il controllo delle risorse idriche che non a caso vengono ormai definite “oro blu” mentre già’ molti conflitti etichettati come etnici, religiosi o politici celano in realtà’ guerre per l’acqua ed altre risorse naturali.

3) Molti elementi tossici e cancerogeni presenti anche a livelli ammissibili per legge nelle acque consumate da soggetti adulti, possono nel periodo della gravidanza, attraverso l’esposizione materno-fetale ad acque contaminate assunte cronicamente, superare la barriera placentare ed emato-cerebrale del feto e quindi compromettere la salute del nascituro aumentando il rischio di malattie neoplastiche, cronico-degenerative ed infiammatorie in età infantile ed adulta, e attraverso l’alterazione dell’epigenoma dei gameti possono manifestarsi anche in generazioni successive e non direttamente esposte.

4) Se si riuscisse finalmente a riconoscere anche per legge e in tutto il mondo che l’acqua e’ un bene comune preziosissimo ed irrinunciabile  da tutelare, e non una merce da cui trarre profitto e guadagno, allora sarebbe anche più semplice individuare gli interventi da realizzare subito affinchè l’acqua, che scorre dai rubinetti delle case, torni ad essere un elemento salubre e non una minaccia perché  inquinata e contenente miscele di sostante tossiche e cancerogene.

In sintesi:

– tutela della risorsa idrica attraverso politiche di risparmio, adeguamento e miglioramento della rete degli acquedotti, adeguamento e miglioramento dei sistemi di depurazione, riuso e smaltimento delle acque reflue, controllo delle attivita’ zootecniche e industriali ad alto impatto ambientale, attuazione del Codice di buona pratica agricola (Cbpa);

– rispetto ed attuazione del Principio di Precauzione;

– sistemi di potabilizzazione, depurazione e dearsenificazione efficaci e controllati con l’utilizzo delle migliori tecnologie disponibili per il massimo rispetto della salute e dell’ambiente;

– rispetto delle leggi in materia di pulizia e salubrità  delle acque in particolare di quanto disposto dal Decreto legislativo 31 /2001 e dalla Direttiva europea 2001/928/Euratom (tutela delle popolazioni dall’esposizione al radon – gas radioattivo, contaminate presente nelle acque di alcune aree del nostro paese e responsabile del cancro del polmone);

– controllo e riduzione di tutte quelle attività  che continuano ad immettere nell’ambiente sostanze tossiche e cancerogene;

– bonifica dei siti ambientali contaminati;

– corrette politiche di gestione e  riduzione della produzione di rifiuti solidi urbani, industriali e speciali;

– controlli certi e trasparenza nell’informazione ai cittadini circa la qualità delle acque erogate.

*

Antonella Litta svolge l’attività di medico di medicina generale a Nepi (Vt). E’ specialista in Reumatologia ed ha condotto una intensa attività di ricerca scientifica presso l’Università di Roma “la Sapienza” e contribuito alla realizzazione di uno tra i primi e più importanti studi scientifici italiani sull’interazione tra campi elettromagnetici e sistemi viventi, pubblicato sulla prestigiosa rivista “Clinical and Esperimental Rheumatology”, n. 11, pp. 41-47, 1993. E’ referente locale dell’Associazione italiana medici per l’ambiente (International Society of Doctors for the Environment – Italia) e per questa associazione e’ responsabile e coordinatrice nazionale del gruppo di studio su “Trasporto aereo come fattore d’inquinamento ambientale e danno alla salute” nonché  referente nazionale per le problematiche ambientali e sanitarie derivanti dall’inquinamento delle acque ad uso umano. E’ referente per l’Ordine dei medici di Viterbo per l’iniziativa congiunta Fnomceo-Isde “Tutela del diritto individuale e collettivo alla salute e ad un ambiente salubre”. Già responsabile dell’associazione Aires-onlus (Associazione internazionale ricerca e salute) e’ stata organizzatrice di numerosi convegni medico-scientifici. Presta attività di medico volontario nei paesi africani. E’ stata consigliera comunale. E’ partecipe e sostenitrice di programmi di solidarietà  locali ed internazionali. E’ impegnata nell’Associazione nazionale partigiani d’Italia (Anpi) a livello locale e provinciale. Fa parte di un comitato che promuove il diritto allo studio e il diritto all’abitare con iniziative di solidarietà concreta. Presidente del Comitato “Nepi per la pace”, e’ impegnata in progetti di educazione alla pace, alla legalità, alla nonviolenza e al rispetto dell’ambiente. E’ la portavoce del Comitato che si e’ opposto vittoriosamente all’insensato ed illegale mega-aeroporto di Viterbo salvando la preziosa area naturalistica, archeologica e termale del Bullicame di dantesca memoria e che s’impegna per la riduzione del trasporto aereo, in difesa della salute, dell’ambiente, della democrazia, dei diritti di tutti. Come rappresentante dell’Associazione italiana medici per l’ambiente (Isde-Italia) ha promosso una rilevante iniziativa per il risanamento delle acque del lago di Vico e in difesa della salute della popolazione dei comuni circumlacuali. E’ oggi in Italia figura di riferimento nella denuncia della presenza dell’arsenico nelle acque destinate al consumo umano, e nella proposta di iniziative specifiche e adeguate da parte delle istituzioni per la dearsenificazione delle acque e la difesa della salute della popolazione. Per il suo impegno in difesa di ambiente, salute e diritti alla dottoressa Antonella Litta e’ stato attribuito il 6 marzo 2013 a Roma il prestigioso “Premio Donne, Pace e Ambiente Wangari Maathai” con la motivazione: “per l’impegno a tutela della salute dei cittadini e della salubrita’ del territorio”. Il 18 ottobre 2013 ad Arezzo in occasione delle settime “Giornate italiane mediche per l’ambiente” le e’ stato conferito il prestigioso riconoscimento da parte della “International Society of Doctors for the Environment” con la motivazione: “per la convinta testimonianza, il costante impegno, l’attenzione alla formazione e all’informazione sulle principali problematiche nell’ambito dell’ambiente e della salute”. Il 25 novembre 2013 a Salerno le e’ stato attribuito il prestigioso Premio “Trotula de Ruggiero”.

 

Nota per la stampa

Associazione italiana medici per l’ambiente  – Isde di Viterbo

isde.viterbo@gmail.com

 

 

Viterbo, 22 aprile 2016

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Buona Pasqua di Pace e serenità

buona pasqua di pace e serenità copia

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L’ASSOCIAZIONE ITALIANA MEDICI PER L’AMBIENTE REPLICA ALLE DICHIARAZIONI DEL SINDACO DEL COMUNE DI CAPRAROLA

Il sindaco pro tempore del Comune di Caprarola ha diffuso un comunicato che contiene affermazioni non corrispondenti alla realtà.

*

  1. Il non meglio precisato incontro pubblico a cui confusamente il sindaco si riferisce, in realtà era un convegno scientifico sul tema “Lo stato ecologico del lago di Vico e il possibile e connesso rischio sanitario per le popolazioni di Ronciglione e Caprarola” in cui sono intervenuti come relatori principali il professor Giuseppe Nascetti, direttore del Dipartimento di Scienze Ecologiche e Biologiche dell’Universita’ della Tuscia, la dottoressa Milena Bruno, dell’Istituto Superiore di Sanita’, la dottoressa Antonella Litta, dell’Associazione italiana medici per l’ambiente – Isde (International Society of Doctors for the Environment – Italia); e lo spessore scientifico delle tre relazioni e’ stato colto e apprezzato da tutti i presenti, tranne evidentemente il sindaco di Caprarola.

Nel corso dell’incontro e’ stata inoltre messa a disposizione di tutti i presenti la pubblicazione a stampa della piu’ recente segnalazione sulla situazione del lago di Vico inviata il 25 novembre 2015 dall’Associazione italiana medici per l’ambiente ai ministeri ed alle altre istituzioni competenti (tra cui anche il sindaco di Caprarola).

Bastava ascoltare le relazioni, o leggere la pubblicazione, per rendersi conto della realtà dei fatti.

*

  1. Pertanto quando il sindaco scrive (citiamo testualmente) di presunte “false informazioni”, di “dati vecchi di oltre cinque anni”, di “confusione”, ebbene, fa affermazioni che non corrispondono al vero.

*

III. E’ altresi’ rilevante che nel suo comunicato il sindaco non ricordi che il Comune di Caprarola ha emesso e mantiene in vigore una ordinanza di non potabilita’ dell’acqua.

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  1. Quanto a chiedere l’intervento della magistratura in merito alla situazione delle acque del lago di Vico sappia il sindaco di Caprarola che l’Associazione italiana medici per l’ambiente lo ha già fatto da tempo e reiteratamente, da ultimo con la segnalazione del 25 novembre 2015 che il sindaco ha ricevuto ed evidentemente non ha letto.

*

L’Associazione italiana medici per l’ambiente rinnova per l’ennesima volta la sua disponibilità collaborare con tutte le istituzioni in difesa del diritto alla salute.

E di fronte alle esternazioni del sindaco pro tempore di Caprarola si riserva ovviamente di adire le vie legali.

 

Il Coordinamento dell’Alto Lazio dell’Associazione italiana medici per l’ambiente – Isde (International Society of Doctors for the Environment – Italia)

 

Viterbo, 9 marzo 2016

 

Per comunicazioni: Associazione italiana medici per l’ambiente – Isde di Viterbo, tel. 3383810091, e-mail: isde.viterbo@gmail.com

 

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lettera al presidente della provincia Mauro Mazzola sul lago di Vico

2016.02.18

Al  Presidente della Provincia di Viterbo Mauro Mazzola
epc Sindaci di Ronciglione e Caprarola, Direttore generale ASL VT,                                                                 Presidente ISS, Direttore ARPA LAZIO
Informazione

Egregio Presidente,

è di qualche giorno la notizia data alla stampa della costituzione di un tavolo tecnico, per il lago di Vico, tra i Comuni di Caprarola e Ronciglione, l’Istituto superiore di Sanità, la ASL di VT e l’Arpa. A far parte di questo tavolo tecnico, per motivi poco comprensibili, non sono state invitate a far parte né le associazioni ambientaliste, né le associazioni dei medici, né l’Università della Tuscia, né la stessa amministrazione provinciale, né i comitati che da tempo sono impegnati nell’opera di sensibilizzazione di cittadini e politici perché venga tutelato l’ambiente del lago di Vico e quindi la salute, ritenendola prioritaria su tutto.

Pur avendo fiducia piena nelle istituzioni che andranno a far parte di questo tavolo tecnico, ci lascia perplessi leggere nelle dichiarazioni che sono state diffuse dalla stampa quanto di seguito riportiamo:  ”visto che l’attuale normativa non ricomprende espressamente la soglia tossicologica di algali se riferita ai cianobatteri, nonché alle soglie tossicologiche delle microcistine algali”.

In passato proprio dall’ISS partì la proposta di inserimento di una tabella alla legge 31/2001, recepente la Direttiva europea del 98, che comprendesse le microcistine algali. Tale proposta nonostante fosse stata bocciata all’unanimità dalla commissione Ambiente della Camera dei Deputati, venne ugualmente presentata dal Governo Monti alla Unione europea che la respinse.

Vorremmo cioè che l’acqua del lago non contenesse microcistine cancerogene, né altri veleni, né che la stessa acqua fosse definita potabile solo per legge, pur non essendo veramente potabile.

Tale fatto di inosservanza del principio di precauzione sarebbe di una enorme gravità per la salute dei cittadini.

Non crediamo che le istituzioni che hanno costituito questo tavolo tecnico ritengano ancora possibile sostenere tale dannosa tesi, dichiarata inammissibile dalla Europa; però, avremmo preferito che del tavolo tecnico ne facessero parte anche i cittadini e le loro associazioni.

Presso l’Amministrazione provinciale è già esistente da tempo altro tavolo tecnico con lo scopo della difesa dell’ambiente del lago di Vico e la tutela della salute. Purtroppo tale tavolo tecnico è un po’ di tempo che non si riunisce e quindi non è possibile continuare l’opera iniziata di monitoraggio continuo della qualità delle acque e di confronto tra istituzioni, comitati e associazioni.

In qualità di responsabile per la Tuscia dell’AICS Ambiente nazionale sono a chiederle di                                 riprendere le riunioni del tavolo tecnico istituito presso la Provincia per addivenire                                                     finalmente alla piena tutela del lago, prioritaria per la qualità delle acque che ancora                                               vengono distribuite nei paesi di Ronciglione e Caprarola sebbene ancora non potabili.

Chiediamo questo al fine di poter contribuire nel nostro piccolo, ma anche con il coinvolgimento della amministrazione provinciale, delle associazioni ambientaliste, delle associazioni dei medici e delle istituzioni sanitarie al risanamento di un ambiente che deve essere tutelato nel migliore dei modi per garantire alle popolazioni un bene inestimabile quale appunto il lago di Vico.

Lo chiediamo a Lei signor Presidente, perché la riteniamo sensibile alla promozione della partecipazione dei cittadini alle scelte politico amministrative, essendo come Lei  convinti che i sistemi democratici si contraddistinguono appunto dalla partecipazione effettiva dei cittadini alle scelte che li riguardano.

Restando in attesa di una sua gradita risposta, le rinnovo l’invito a partecipare all’Incontro pubblico che si terrà il giorno 25 febbraio a Ronciglione presso la sala delle conferenze del Banco di credito Cooperativo via Roma 90, sul tema: Stato ecologico del lago di Vico e il possibile e connesso rischio sanitario per le popolazioni di Ronciglione e Caprarola.

Cordiali saluti

Raimondo Chiricozzi
Responsabile per la Tuscia
AICS AMBIENTE NAZIONALE
AICS COMITATO PROVINCIALE VITERBO                                                                                                               Tel.0761652027 – 3683065221 – 3894440387
Email. viterbo@aics.it www.cafevirtuel.it
sede legale Via Resistenza 3c -01037 Ronciglione
sede:Via Valle Piatta 9 – 01100 Viterbo

 

 

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Gestione acque potabili, Caprarola esempio per l’Italia Stelliferi: ”Grande risultato”

Esempio… ? A quando l’ordinanza di potabilità ? Ci auguriamo che all’esempio di buona pratica amministrativa segua presto l’ordinanza di potabilità a seguito dell’accertamento della vera potabilità dell’acqua. RC
17/02/2016 – 15:49

Cronaca – Elogiato il sistema del Comune cimino nel convegno di Mortara (Pavia) – Stelliferi: “Grande risultato”

“Gestione acque potabili, Caprarola esempio di buona pratica”

Viterbo – Riceviamo e pubblichiamo – Caprarola esempio di buona pratica amministrativa in tema di gestione delle acque potabili.

Il sindaco Eugenio Stelliferi e l’assessore Roberto Ricci hanno partecipato al convegno.

I piani di sicurezza dell’acqua per la gestione del rischio: esperienze di applicazione nei sistemi idropotabili” svoltosi a Mortara, in provincia di Pavia, e organizzato dalle Università di Brescia e di Pavia, leader in Italia su questo specifico tema grazie all’attività dei Gruppi di ricerca di ingegneria sanitaria ambientale. In tale occasione, di fronte a una platea di esperti, ricercatori, gestori di servizi idrici e amministratori di tutta Italia, è stato elogiato il sistema idrico del Comune di Caprarola.

Per Caprarola, inoltre, la partecipazione al convegno in terra lombarda si è tenuta a pochi giorni dalla sottoscrizione di un protocollo sull’approvvigionamento idrico firmato tra la Ausl di Viterbo e i Comuni del Lago di Vico.

“La partecipazione all’importante convegno di Mortara – dichiara il sindaco Stelliferi – dimostra che le politiche ambientali che il Comune di Caprarola ha messo in campo vengono elogiate e indicate come esempio da seguire a livello nazionale. Si tratta di un grande risultato per il nostro paese, che tuttavia ci rende ancor più consapevoli che bisogna impegnarsi a fondo per mantenere questi livelli, a partire dal monitoraggio costante dell’ambiente.

L’impegno di questa amministrazione nella tutela del territorio e nel garantire buone pratiche di gestione di un bene indispensabile come l’acqua non verrà mai meno”.

Il tema principale del convegno riguardava il Piano di sicurezza dell’acqua (Psa) o Water Safety Plan (WSP), delineato come metodo innovativo per garantire la sicurezza dell’acqua nei sistemi di approvvigionamento idrici.

Tale approccio si basa sulla valutazione e gestione del rischio di contaminazione dell’acqua in tutte le fasi della filiera idrica, dalla captazione al punto di consumo; l’obiettivo del Psa è quello di prevenire, o quantomeno minimizzare, la possibile contaminazione delle acque captate dall’ambiente e destinate al consumo umano, di eliminare o ridurre eventuali pericoli chimici, microbiologici, fisici e radiologici, e infine di prevenire eventuali ricontaminazioni in fase di stoccaggio e distribuzione dell’acqua fino al punto di utilizzo.

Questo approccio è stato introdotto per la prima volta dall’Organizzazione mondiale della sanità (Oms) nel 2004, è stato recepito nella direttiva europea e verrà in futuro recepito in diversi paesi europei e in Italia.

I relatori hanno illustrato le linee guida sui Psa pubblicate dall’Istituto Superiore di Sanità e presentato le esperienze in tema di sviluppo di PSA attraverso diversi casi di studio. Il caso del sistema di approvvigionamento idropotabile del Comune di Caprarola è stato trattato da Michela Biasibetti, dottoranda di ricerca di ingegneria sanitaria ambientale presso l’Università di Pavia e assegnista di ricerca di ingegneria sanitaria ambientale presso l’Università di Brescia.

Comune di Caprarola

 

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Bollette acqua: nulla l’ingiunzione della concessionaria

La srl resta soggetto privato nonostante la partecipazione di enti territoriali, quindi non può sfruttare strumenti pubblicistici per recuperare il credito da studiocataldi.it

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di Lucia Izzo – La società privata, nonostante sia partecipata di secondo grado di enti territoriali, non può recuperare il credito dell’utente moroso tramite ingiunzione fiscale.
Quindi, nonostante la partecipazione, la srl concessionaria rimane un soggetto di diritto privato: non si trasforma in pubblica amministrazione in senso stretto anche se qualificata comeente pubblico economico e soggetta a controllo contabile, circostanze conformi al principio del pareggio di bilancio.
Lo ha disposto il Tribunale di Milano, undicesima sezione civile, nella sentenza 1599/2016 accogliendo l’opposizione dell’utente al quale era stata notificata dal gestore del servizio idrico integrato un’ingiunzione di pagamento relativamente ai costi dell’acqua potabile e altre voci (depurazione e fognature).
Il giudice evidenzia che il provvedimento è tuttavia emesso da un soggetto privo dei relativi poteri poiché il concessionario resta una società di capitali, quindi un soggetto privato.
L’ingiunzione fiscale ex art. 2 R.D. 639/10 rappresenta ancora un atto impositivo che ha l’effetto di accertare la pretesa erariale, anche se non riveste più il ruolo di precetto e titolo esecutivo.
Tuttavia la materia è disciplinata da una norma speciale, insuscettibile di interpretazione estensiva o analogica poiché deroga a quanto stabilito dal codice di rito per la tutela del credito.
Ciò significa che non è ammissibile che l’ingiunzione fiscale possa essere emessa dalla srl coinvolta, anche se le sono imposti vincoli contabili per essere partecipata da enti locali.
Il pareggio di bilancio rappresenta ormai un principio di natura costituzionale, ma non per questo è idoneo a modificare la natura giuridica della società soggetta a controlli amministrativi.

Fonte: Bollette acqua: nulla l’ingiunzione della concessionaria
(www.StudioCataldi.it)

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