INQUINAMENTO LAGO DI VICO – ADUC COMITATO ACQUA POTABILE AMMESSO PARTE CIVILE DAL TRIBUNALE DI VITERBO

Il Tribunale di Viterbo ammette IL COMITATO ACQUA POTABILE – ADUC come parte civile al processo per l’inquinamento del Lago di Vico.

La denuncia-esposto presentata dal comitato acqua potabile che chiedeva di accertare le effettive responsabilità dello stato di inquinamento del lago a seguito della proliferazione della planthotrix rubescens e della distribuzione di acqua senza gli opportuni accorgimenti ha portato al rinvio a giudizio degli ex sindaci di Ronciglione e Caprarola.

Il riconoscimento quale parte civile è un atto importante che fa ritenere fondata la nostra battaglia per la tutela dell’ambiente e della salute dei cittadini.

Oltre al Comitato Acqua potabile sono stati ammessi quel parte civile Accademia Kronos, Codacons, Codici e il signor Donadio Massimo per i danni fisici subiti a seguito del bagnarsi nelle acqua del lago.

 

 

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Acqua buona e per tutti… in Svizzera

 

 

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E’ quanto testimonia il periodico rapporto della Confederazione

martedì 03/05/16 14:13 – ultimo aggiornamento: martedì 03/05/16 14:13

Risulta, tra l’altro, che le malattie legate al consumo e all’uso dell’oro blu sono rare in Svizzera e che l’insieme della popolazione ne può disporre senza difficoltà. L’approvvigionamento è garantito da 2’500 distributori, i quali non devono neppure ricorrere a procedimenti particolarmente onerosi per migliorarne i requisiti.

Unico neo rilevato: non esiste in questo campo una banca dati centralizzata, tanto che ci si deve basare su quelli forniti da cantoni e aziende fornitrici.

ATS/dg

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Dall’acqua la vita e la salute. Dovere di ciascuno custodirne pulizia e salubrità come dono ricevuto e da restituire

Si e’ svolto mercoledì  20 aprile presso l’aula magna dell’Istituto d’Istruzione Superiore “Luca Paciolo” di Bracciano un incontro con gli studenti sul tema “Dall’acqua la vita e la salute. Dovere di ciascuno custodirne pulizia e salubrità come dono ricevuto e da restituire”.

Relatrice dell’incontro la dottoressa Antonella dottoressa Litta, referente nazionale per l’Associazione medici per l’ambiente – Isde (International Society of Doctors for the Environment) per le problematiche ambientali e sanitarie derivanti dall’inquinamento delle acque ad uso umano.

Si e’ svolto mercoledì  20 aprile presso l’aula magna dell’Istituto d’Istruzione Superiore “Luca Paciolo” di Bracciano un incontro con gli studenti sul tema “Dall’acqua la vita e la salute. Dovere di ciascuno custodirne pulizia e salubrità come dono ricevuto e da restituire”. Relatrice dell’incontro la dottoressa Antonella dottoressa Litta, referente nazionale per l’Associazione medici per l’ambiente – Isde (International Society of Doctors for the Environment) per le problematiche ambientali e sanitarie derivanti dall’inquinamento delle acque ad uso umano.

La dottoressa Litta ha introdotto la relazione ponendo agli studenti alcune domande: “Che relazione abbiamo con l’acqua e quanto conosciamo di questa nostra compagna di viaggio? Cosa ci insegna e cosa evoca? Quale e’ la nostra responsabilità e come ce ne prendiamo cura?”.

Nel suo ampio ed articolato intervento la dottoressa Litta ha poi presentato dati ed offerto spunti per una riflessione sui vari aspetti e significati, anche etici e culturali dell’acqua, risorsa fondamentale per la vita: l’acqua nella simbologia delle tradizioni spirituali del mondo come segno di rigenerazione e costante cambiamento; l’acqua e il suo utilizzo responsabile ed etico in tutte le attività  umane e in particolare nel settore agricolo, illustrando a questo proposito la situazione del lago di Vico; il diritto all’acqua potabile come diritto inviolabile della persona e dei popoli; la necessità di azioni generali e personali dirette al risparmio e al riutilizzo dell’acqua; il rispetto assoluto delle vigenti disposizioni di legge che garantiscono la salubrità e la pulizia delle acque e così anche la salute umana ed ambientale.

Gli insegnati, gli studenti e la dottoressa Tina Aquili – promotrice di questo incontro – hanno espresso grande apprezzamento e l’intenzione di programmare al più presto altri incontri informativi e formativi sempre sul tema “ambiente e salute”.

*

Di seguito alcuni estratti dall’intervento della dottoressa Litta.

1) L’acqua e’ un elemento fondamentale e insostituibile per la vita di tutto il pianeta e per quella di ogni essere umano.

E’ una risorsa non illimitata che va protetta con il risparmio e la razionalizzazione della sua distribuzione, con la salvaguardia e il risanamento degli ecosistemi e dei bacini idrici utilizzati per approvvigionamento di acque potabili, con il miglioramento del sistema degli acquedotti, del trattamento delle acque reflue e con il loro riciclo, e con concrete politiche di tutela e risanamento ambientale.

Noi siamo l’acqua che beviamo e quella che mangiamo, attraverso i cibi preparati con essa e gli alimenti nei quali essa e’ costituente preponderante.

Siamo anche l’acqua che hanno bevuto le generazioni che ci hanno preceduto perchè, in forma liquida, gassosa e solida, essa costituisce un ciclo idrogeologico chiuso nel quale gli inquinanti possono penetrare e persistere.

L’85 % circa dell’organismo di un neonato e’ fatto di acqua, mentre di circa il 70% e’ la parte di acqua in un individuo adulto e con l’avanzare dell’età questa percentuale tende a ridursi.

L’accesso e la disponibilità di acque salubri, pulite e di qualità, sono quindi le condizioni necessarie ed indispensabili per vivere in modo sano e per tutelare e proteggere lo stato di salute di tutte le persone ed in particolare dei bambini e delle generazioni future.

Attualmente invece oltre un miliardo e 400 milioni di persone non hanno accesso all’acqua potabile e soffrono di una serie di malattie idrotrasmesse che sarebbero facilmente debellabili proprio grazie all’uso di acque salubri e pulite.

Le drammatiche conseguenze del surriscaldamento globale determinato dalla deforestazione, dalla eccessiva produzione di gas serra, frutto di uno sviluppo economico-industriale, incentrato soprattutto sull’uso quasi esclusivo di combustibili fossili, hanno intensificato i processi di desertificazione alterando irreversibilmente gli habitat naturali, riducendo le zone umide con le loro preziose biodiversità e favorendo la diffusione e la recrudescenza di particolari malattie infettive e di quelle trasmesse dagli insetti (zanzare e zecche) che prima erano limitate ad alcune aree dell’Africa, del Sud America e dell’Asia mentre ora anche in Europa e Nord America se ne registrano casi in costante aumento.

Gli sconvolgimenti climatici che osserviamo sempre più di frequente, oltre che causare distruzioni e carestie in aree sempre più’ estese, contribuiscono al fenomeno delle migrazioni forzate di tante popolazioni verso territori con maggiore disponibilità di cibo ed acqua.

2) Secondo il recente rapporto “Prospettive ambientali” dell’Ocse (Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico) la disponibilità  di acqua dolce nel 2050 sarà  ancor più problematica per l’aumento stimato in circa 2,3 miliardi di abitanti rispetto al numero attuale (complessivamente oltre il 40% della popolazione mondiale) che si potrebbero trovare a vivere in zone nelle quali i bacini fluviali saranno sottoposti a gravi problemi di esaurimento idrico, in particolare nel Nord e nel Sud dell’Africa e nel Sud e Centro dell’Asia.

Secondo queste proiezioni, la richiesta globale di acqua dovrebbe aumentare di circa il 55%, a causa delle crescenti esigenze da parte del settore manifatturiero (+400%), per la generazione termica di elettricità (+140%) e per l’uso domestico (+130%).

Questo quadro così drammatico lascia presagire anche scenari prossimi di guerre sempre più estese per il controllo delle risorse idriche che non a caso vengono ormai definite “oro blu” mentre già’ molti conflitti etichettati come etnici, religiosi o politici celano in realtà’ guerre per l’acqua ed altre risorse naturali.

3) Molti elementi tossici e cancerogeni presenti anche a livelli ammissibili per legge nelle acque consumate da soggetti adulti, possono nel periodo della gravidanza, attraverso l’esposizione materno-fetale ad acque contaminate assunte cronicamente, superare la barriera placentare ed emato-cerebrale del feto e quindi compromettere la salute del nascituro aumentando il rischio di malattie neoplastiche, cronico-degenerative ed infiammatorie in età infantile ed adulta, e attraverso l’alterazione dell’epigenoma dei gameti possono manifestarsi anche in generazioni successive e non direttamente esposte.

4) Se si riuscisse finalmente a riconoscere anche per legge e in tutto il mondo che l’acqua e’ un bene comune preziosissimo ed irrinunciabile  da tutelare, e non una merce da cui trarre profitto e guadagno, allora sarebbe anche più semplice individuare gli interventi da realizzare subito affinchè l’acqua, che scorre dai rubinetti delle case, torni ad essere un elemento salubre e non una minaccia perché  inquinata e contenente miscele di sostante tossiche e cancerogene.

In sintesi:

– tutela della risorsa idrica attraverso politiche di risparmio, adeguamento e miglioramento della rete degli acquedotti, adeguamento e miglioramento dei sistemi di depurazione, riuso e smaltimento delle acque reflue, controllo delle attivita’ zootecniche e industriali ad alto impatto ambientale, attuazione del Codice di buona pratica agricola (Cbpa);

– rispetto ed attuazione del Principio di Precauzione;

– sistemi di potabilizzazione, depurazione e dearsenificazione efficaci e controllati con l’utilizzo delle migliori tecnologie disponibili per il massimo rispetto della salute e dell’ambiente;

– rispetto delle leggi in materia di pulizia e salubrità  delle acque in particolare di quanto disposto dal Decreto legislativo 31 /2001 e dalla Direttiva europea 2001/928/Euratom (tutela delle popolazioni dall’esposizione al radon – gas radioattivo, contaminate presente nelle acque di alcune aree del nostro paese e responsabile del cancro del polmone);

– controllo e riduzione di tutte quelle attività  che continuano ad immettere nell’ambiente sostanze tossiche e cancerogene;

– bonifica dei siti ambientali contaminati;

– corrette politiche di gestione e  riduzione della produzione di rifiuti solidi urbani, industriali e speciali;

– controlli certi e trasparenza nell’informazione ai cittadini circa la qualità delle acque erogate.

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Antonella Litta svolge l’attività di medico di medicina generale a Nepi (Vt). E’ specialista in Reumatologia ed ha condotto una intensa attività di ricerca scientifica presso l’Università di Roma “la Sapienza” e contribuito alla realizzazione di uno tra i primi e più importanti studi scientifici italiani sull’interazione tra campi elettromagnetici e sistemi viventi, pubblicato sulla prestigiosa rivista “Clinical and Esperimental Rheumatology”, n. 11, pp. 41-47, 1993. E’ referente locale dell’Associazione italiana medici per l’ambiente (International Society of Doctors for the Environment – Italia) e per questa associazione e’ responsabile e coordinatrice nazionale del gruppo di studio su “Trasporto aereo come fattore d’inquinamento ambientale e danno alla salute” nonché  referente nazionale per le problematiche ambientali e sanitarie derivanti dall’inquinamento delle acque ad uso umano. E’ referente per l’Ordine dei medici di Viterbo per l’iniziativa congiunta Fnomceo-Isde “Tutela del diritto individuale e collettivo alla salute e ad un ambiente salubre”. Già responsabile dell’associazione Aires-onlus (Associazione internazionale ricerca e salute) e’ stata organizzatrice di numerosi convegni medico-scientifici. Presta attività di medico volontario nei paesi africani. E’ stata consigliera comunale. E’ partecipe e sostenitrice di programmi di solidarietà  locali ed internazionali. E’ impegnata nell’Associazione nazionale partigiani d’Italia (Anpi) a livello locale e provinciale. Fa parte di un comitato che promuove il diritto allo studio e il diritto all’abitare con iniziative di solidarietà concreta. Presidente del Comitato “Nepi per la pace”, e’ impegnata in progetti di educazione alla pace, alla legalità, alla nonviolenza e al rispetto dell’ambiente. E’ la portavoce del Comitato che si e’ opposto vittoriosamente all’insensato ed illegale mega-aeroporto di Viterbo salvando la preziosa area naturalistica, archeologica e termale del Bullicame di dantesca memoria e che s’impegna per la riduzione del trasporto aereo, in difesa della salute, dell’ambiente, della democrazia, dei diritti di tutti. Come rappresentante dell’Associazione italiana medici per l’ambiente (Isde-Italia) ha promosso una rilevante iniziativa per il risanamento delle acque del lago di Vico e in difesa della salute della popolazione dei comuni circumlacuali. E’ oggi in Italia figura di riferimento nella denuncia della presenza dell’arsenico nelle acque destinate al consumo umano, e nella proposta di iniziative specifiche e adeguate da parte delle istituzioni per la dearsenificazione delle acque e la difesa della salute della popolazione. Per il suo impegno in difesa di ambiente, salute e diritti alla dottoressa Antonella Litta e’ stato attribuito il 6 marzo 2013 a Roma il prestigioso “Premio Donne, Pace e Ambiente Wangari Maathai” con la motivazione: “per l’impegno a tutela della salute dei cittadini e della salubrita’ del territorio”. Il 18 ottobre 2013 ad Arezzo in occasione delle settime “Giornate italiane mediche per l’ambiente” le e’ stato conferito il prestigioso riconoscimento da parte della “International Society of Doctors for the Environment” con la motivazione: “per la convinta testimonianza, il costante impegno, l’attenzione alla formazione e all’informazione sulle principali problematiche nell’ambito dell’ambiente e della salute”. Il 25 novembre 2013 a Salerno le e’ stato attribuito il prestigioso Premio “Trotula de Ruggiero”.

 

Nota per la stampa

Associazione italiana medici per l’ambiente  – Isde di Viterbo

isde.viterbo@gmail.com

 

 

Viterbo, 22 aprile 2016

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Buona Pasqua di Pace e serenità

buona pasqua di pace e serenità copia

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L’ASSOCIAZIONE ITALIANA MEDICI PER L’AMBIENTE REPLICA ALLE DICHIARAZIONI DEL SINDACO DEL COMUNE DI CAPRAROLA

Il sindaco pro tempore del Comune di Caprarola ha diffuso un comunicato che contiene affermazioni non corrispondenti alla realtà.

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  1. Il non meglio precisato incontro pubblico a cui confusamente il sindaco si riferisce, in realtà era un convegno scientifico sul tema “Lo stato ecologico del lago di Vico e il possibile e connesso rischio sanitario per le popolazioni di Ronciglione e Caprarola” in cui sono intervenuti come relatori principali il professor Giuseppe Nascetti, direttore del Dipartimento di Scienze Ecologiche e Biologiche dell’Universita’ della Tuscia, la dottoressa Milena Bruno, dell’Istituto Superiore di Sanita’, la dottoressa Antonella Litta, dell’Associazione italiana medici per l’ambiente – Isde (International Society of Doctors for the Environment – Italia); e lo spessore scientifico delle tre relazioni e’ stato colto e apprezzato da tutti i presenti, tranne evidentemente il sindaco di Caprarola.

Nel corso dell’incontro e’ stata inoltre messa a disposizione di tutti i presenti la pubblicazione a stampa della piu’ recente segnalazione sulla situazione del lago di Vico inviata il 25 novembre 2015 dall’Associazione italiana medici per l’ambiente ai ministeri ed alle altre istituzioni competenti (tra cui anche il sindaco di Caprarola).

Bastava ascoltare le relazioni, o leggere la pubblicazione, per rendersi conto della realtà dei fatti.

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  1. Pertanto quando il sindaco scrive (citiamo testualmente) di presunte “false informazioni”, di “dati vecchi di oltre cinque anni”, di “confusione”, ebbene, fa affermazioni che non corrispondono al vero.

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III. E’ altresi’ rilevante che nel suo comunicato il sindaco non ricordi che il Comune di Caprarola ha emesso e mantiene in vigore una ordinanza di non potabilita’ dell’acqua.

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  1. Quanto a chiedere l’intervento della magistratura in merito alla situazione delle acque del lago di Vico sappia il sindaco di Caprarola che l’Associazione italiana medici per l’ambiente lo ha già fatto da tempo e reiteratamente, da ultimo con la segnalazione del 25 novembre 2015 che il sindaco ha ricevuto ed evidentemente non ha letto.

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L’Associazione italiana medici per l’ambiente rinnova per l’ennesima volta la sua disponibilità collaborare con tutte le istituzioni in difesa del diritto alla salute.

E di fronte alle esternazioni del sindaco pro tempore di Caprarola si riserva ovviamente di adire le vie legali.

 

Il Coordinamento dell’Alto Lazio dell’Associazione italiana medici per l’ambiente – Isde (International Society of Doctors for the Environment – Italia)

 

Viterbo, 9 marzo 2016

 

Per comunicazioni: Associazione italiana medici per l’ambiente – Isde di Viterbo, tel. 3383810091, e-mail: isde.viterbo@gmail.com

 

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lettera al presidente della provincia Mauro Mazzola sul lago di Vico

2016.02.18

Al  Presidente della Provincia di Viterbo Mauro Mazzola
epc Sindaci di Ronciglione e Caprarola, Direttore generale ASL VT,                                                                 Presidente ISS, Direttore ARPA LAZIO
Informazione

Egregio Presidente,

è di qualche giorno la notizia data alla stampa della costituzione di un tavolo tecnico, per il lago di Vico, tra i Comuni di Caprarola e Ronciglione, l’Istituto superiore di Sanità, la ASL di VT e l’Arpa. A far parte di questo tavolo tecnico, per motivi poco comprensibili, non sono state invitate a far parte né le associazioni ambientaliste, né le associazioni dei medici, né l’Università della Tuscia, né la stessa amministrazione provinciale, né i comitati che da tempo sono impegnati nell’opera di sensibilizzazione di cittadini e politici perché venga tutelato l’ambiente del lago di Vico e quindi la salute, ritenendola prioritaria su tutto.

Pur avendo fiducia piena nelle istituzioni che andranno a far parte di questo tavolo tecnico, ci lascia perplessi leggere nelle dichiarazioni che sono state diffuse dalla stampa quanto di seguito riportiamo:  ”visto che l’attuale normativa non ricomprende espressamente la soglia tossicologica di algali se riferita ai cianobatteri, nonché alle soglie tossicologiche delle microcistine algali”.

In passato proprio dall’ISS partì la proposta di inserimento di una tabella alla legge 31/2001, recepente la Direttiva europea del 98, che comprendesse le microcistine algali. Tale proposta nonostante fosse stata bocciata all’unanimità dalla commissione Ambiente della Camera dei Deputati, venne ugualmente presentata dal Governo Monti alla Unione europea che la respinse.

Vorremmo cioè che l’acqua del lago non contenesse microcistine cancerogene, né altri veleni, né che la stessa acqua fosse definita potabile solo per legge, pur non essendo veramente potabile.

Tale fatto di inosservanza del principio di precauzione sarebbe di una enorme gravità per la salute dei cittadini.

Non crediamo che le istituzioni che hanno costituito questo tavolo tecnico ritengano ancora possibile sostenere tale dannosa tesi, dichiarata inammissibile dalla Europa; però, avremmo preferito che del tavolo tecnico ne facessero parte anche i cittadini e le loro associazioni.

Presso l’Amministrazione provinciale è già esistente da tempo altro tavolo tecnico con lo scopo della difesa dell’ambiente del lago di Vico e la tutela della salute. Purtroppo tale tavolo tecnico è un po’ di tempo che non si riunisce e quindi non è possibile continuare l’opera iniziata di monitoraggio continuo della qualità delle acque e di confronto tra istituzioni, comitati e associazioni.

In qualità di responsabile per la Tuscia dell’AICS Ambiente nazionale sono a chiederle di                                 riprendere le riunioni del tavolo tecnico istituito presso la Provincia per addivenire                                                     finalmente alla piena tutela del lago, prioritaria per la qualità delle acque che ancora                                               vengono distribuite nei paesi di Ronciglione e Caprarola sebbene ancora non potabili.

Chiediamo questo al fine di poter contribuire nel nostro piccolo, ma anche con il coinvolgimento della amministrazione provinciale, delle associazioni ambientaliste, delle associazioni dei medici e delle istituzioni sanitarie al risanamento di un ambiente che deve essere tutelato nel migliore dei modi per garantire alle popolazioni un bene inestimabile quale appunto il lago di Vico.

Lo chiediamo a Lei signor Presidente, perché la riteniamo sensibile alla promozione della partecipazione dei cittadini alle scelte politico amministrative, essendo come Lei  convinti che i sistemi democratici si contraddistinguono appunto dalla partecipazione effettiva dei cittadini alle scelte che li riguardano.

Restando in attesa di una sua gradita risposta, le rinnovo l’invito a partecipare all’Incontro pubblico che si terrà il giorno 25 febbraio a Ronciglione presso la sala delle conferenze del Banco di credito Cooperativo via Roma 90, sul tema: Stato ecologico del lago di Vico e il possibile e connesso rischio sanitario per le popolazioni di Ronciglione e Caprarola.

Cordiali saluti

Raimondo Chiricozzi
Responsabile per la Tuscia
AICS AMBIENTE NAZIONALE
AICS COMITATO PROVINCIALE VITERBO                                                                                                               Tel.0761652027 – 3683065221 – 3894440387
Email. viterbo@aics.it www.cafevirtuel.it
sede legale Via Resistenza 3c -01037 Ronciglione
sede:Via Valle Piatta 9 – 01100 Viterbo

 

 

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Gestione acque potabili, Caprarola esempio per l’Italia Stelliferi: ”Grande risultato”

Esempio… ? A quando l’ordinanza di potabilità ? Ci auguriamo che all’esempio di buona pratica amministrativa segua presto l’ordinanza di potabilità a seguito dell’accertamento della vera potabilità dell’acqua. RC
17/02/2016 – 15:49

Cronaca – Elogiato il sistema del Comune cimino nel convegno di Mortara (Pavia) – Stelliferi: “Grande risultato”

“Gestione acque potabili, Caprarola esempio di buona pratica”

Viterbo – Riceviamo e pubblichiamo – Caprarola esempio di buona pratica amministrativa in tema di gestione delle acque potabili.

Il sindaco Eugenio Stelliferi e l’assessore Roberto Ricci hanno partecipato al convegno.

I piani di sicurezza dell’acqua per la gestione del rischio: esperienze di applicazione nei sistemi idropotabili” svoltosi a Mortara, in provincia di Pavia, e organizzato dalle Università di Brescia e di Pavia, leader in Italia su questo specifico tema grazie all’attività dei Gruppi di ricerca di ingegneria sanitaria ambientale. In tale occasione, di fronte a una platea di esperti, ricercatori, gestori di servizi idrici e amministratori di tutta Italia, è stato elogiato il sistema idrico del Comune di Caprarola.

Per Caprarola, inoltre, la partecipazione al convegno in terra lombarda si è tenuta a pochi giorni dalla sottoscrizione di un protocollo sull’approvvigionamento idrico firmato tra la Ausl di Viterbo e i Comuni del Lago di Vico.

“La partecipazione all’importante convegno di Mortara – dichiara il sindaco Stelliferi – dimostra che le politiche ambientali che il Comune di Caprarola ha messo in campo vengono elogiate e indicate come esempio da seguire a livello nazionale. Si tratta di un grande risultato per il nostro paese, che tuttavia ci rende ancor più consapevoli che bisogna impegnarsi a fondo per mantenere questi livelli, a partire dal monitoraggio costante dell’ambiente.

L’impegno di questa amministrazione nella tutela del territorio e nel garantire buone pratiche di gestione di un bene indispensabile come l’acqua non verrà mai meno”.

Il tema principale del convegno riguardava il Piano di sicurezza dell’acqua (Psa) o Water Safety Plan (WSP), delineato come metodo innovativo per garantire la sicurezza dell’acqua nei sistemi di approvvigionamento idrici.

Tale approccio si basa sulla valutazione e gestione del rischio di contaminazione dell’acqua in tutte le fasi della filiera idrica, dalla captazione al punto di consumo; l’obiettivo del Psa è quello di prevenire, o quantomeno minimizzare, la possibile contaminazione delle acque captate dall’ambiente e destinate al consumo umano, di eliminare o ridurre eventuali pericoli chimici, microbiologici, fisici e radiologici, e infine di prevenire eventuali ricontaminazioni in fase di stoccaggio e distribuzione dell’acqua fino al punto di utilizzo.

Questo approccio è stato introdotto per la prima volta dall’Organizzazione mondiale della sanità (Oms) nel 2004, è stato recepito nella direttiva europea e verrà in futuro recepito in diversi paesi europei e in Italia.

I relatori hanno illustrato le linee guida sui Psa pubblicate dall’Istituto Superiore di Sanità e presentato le esperienze in tema di sviluppo di PSA attraverso diversi casi di studio. Il caso del sistema di approvvigionamento idropotabile del Comune di Caprarola è stato trattato da Michela Biasibetti, dottoranda di ricerca di ingegneria sanitaria ambientale presso l’Università di Pavia e assegnista di ricerca di ingegneria sanitaria ambientale presso l’Università di Brescia.

Comune di Caprarola

 

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Bollette acqua: nulla l’ingiunzione della concessionaria

La srl resta soggetto privato nonostante la partecipazione di enti territoriali, quindi non può sfruttare strumenti pubblicistici per recuperare il credito da studiocataldi.it

posta bollette tasse
di Lucia Izzo – La società privata, nonostante sia partecipata di secondo grado di enti territoriali, non può recuperare il credito dell’utente moroso tramite ingiunzione fiscale.
Quindi, nonostante la partecipazione, la srl concessionaria rimane un soggetto di diritto privato: non si trasforma in pubblica amministrazione in senso stretto anche se qualificata comeente pubblico economico e soggetta a controllo contabile, circostanze conformi al principio del pareggio di bilancio.
Lo ha disposto il Tribunale di Milano, undicesima sezione civile, nella sentenza 1599/2016 accogliendo l’opposizione dell’utente al quale era stata notificata dal gestore del servizio idrico integrato un’ingiunzione di pagamento relativamente ai costi dell’acqua potabile e altre voci (depurazione e fognature).
Il giudice evidenzia che il provvedimento è tuttavia emesso da un soggetto privo dei relativi poteri poiché il concessionario resta una società di capitali, quindi un soggetto privato.
L’ingiunzione fiscale ex art. 2 R.D. 639/10 rappresenta ancora un atto impositivo che ha l’effetto di accertare la pretesa erariale, anche se non riveste più il ruolo di precetto e titolo esecutivo.
Tuttavia la materia è disciplinata da una norma speciale, insuscettibile di interpretazione estensiva o analogica poiché deroga a quanto stabilito dal codice di rito per la tutela del credito.
Ciò significa che non è ammissibile che l’ingiunzione fiscale possa essere emessa dalla srl coinvolta, anche se le sono imposti vincoli contabili per essere partecipata da enti locali.
Il pareggio di bilancio rappresenta ormai un principio di natura costituzionale, ma non per questo è idoneo a modificare la natura giuridica della società soggetta a controlli amministrativi.

Fonte: Bollette acqua: nulla l’ingiunzione della concessionaria
(www.StudioCataldi.it)

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L’arsenico aumenta sempre le possibilità avere il cancro

Salute – Non esiste una soglia minima che garantisca la sicurezza – Pubblicato sulla rivista scientifica Plos One il lavoro del gruppo di ricerca del dipartimento di Epidemiologia della Regione, che ha studiato gli effetti sugli abitanti del viterbese

di Maria Letizia Riganelli da tusciaweb.eu

 

Viterbo – “No threshold dose value was identified as safe for health”. Che in italiano sta per: “non è stato identificato nessun valore soglia sicuro per la salute”. Il riferimento è all’arsenico. E a dirlo sono i ricercatori del dipartimento di Epidemiologia del servizio sanitario della Regione Lazio.

Il gruppo di scienziati ha per anni studiato gli effetti dell’arsenico nella Tuscia e quanto questo elemento incide sulla mortalità per cancro o malattie croniche.

La ricerca “Arsenic in drinking water and mortality for cancer and chronic disaeses in Central Italy 1990-2010” è stata pubblicata sulla rivista scientifica Plos One.

I risultati ottenuti dal team del dipartimento di Epidemiologia non sono affatto confortanti. Calcolando un’esposizione all’arsenico di 19,3 μg/l (microgrammo per litro) per circa 39,5 anni, gli scienziati hanno provato che esiste una maggiore possibilità di contrarre il cancro ai polmoni. Per gli uomini in particolare aumentano le probabilità di infarto del miocardio e malattie arteriose. Mentre per le donne aumenta la possibilità di diabete.

Il dato ancora più sconcertante è: “For lung cancer and cardiovascular diseases dose-response relationship is modelled by piecewis linea functions revealing effects even for doses lower than 10 μg/l, and no threshold dose value was identified as safe for health”. Ovvero che per il cancro e le malattie cardiovascolari non esiste un valore soglia sicuro, al di sotto del quale si può star certi di non contrarre malattie che possono diventare mortali.

Per ottenere questo tipo di risultati i ricercatori hanno preso come campione i cittadini di Orte, Montalto di Castro, Acquapendente, Canepina, Bassano Romano, Vasanello, Oriolo Romano, Bagnoregio e Tarquinia (Comuni dove l’arsenico ha valori minori di 10 μg/l) e Caprarola, Fabrica di Roma, Castel Sant’Elia, Civita Castellana, Carbognano, Nepi, Capranica e Ronciglione (comuni con concentrazione di arsenico maggiore di 10 μg/l).

In totale sono stati presi in considerazione 165.609 abitanti di 17 comuni della Tuscia ed è stata esaminata la loro esposizione all’arsenico dal 1990 al 2010.

L’esposizione prolungata, secondo quanto riportato nella ricerca, espone a un maggiore rischio di tumori maligni sia uomini che donne, ovviamente la situazione peggiora se aumenta la concentrazione di arsenico disciolto in acqua.

In particolare un’esposizione a concentrazione di arsenico maggiore di 20 μg/l aumenta la possibilità di cancro del fegato e prostata nei maschi, vescica e rene in entrambi i sessi.

“Abbiamo osservato – scrivono ancora i ricercatori – eccessi significativi per l’intero gruppo di malattie cardiovascolari, con rischi più elevati nei maschi per le malattie ischemiche del cuore e nelle femmine per l’ictus”.

E la situazione cambia pochissimo se le concentrazioni di arsenico diminuiscono.

Di fronte a tutto ciò si apre una domanda: la concentrazione di arsenico stabilita dall’Ue a 10  μg/l che ha portato tutti i comuni della Tuscia a correre ai ripari con l’istallazione dei dearsenificatori è davvero così sicura?

“I risultati – concludono i ricercatori del dipartimento di Epidemiologia della Regione Lazio – forniscono nuove prove per la valutazione del rischio delle concentrazioni medio-basso di arsenico e suggeriscono che ancheconcentrazioni inferiori a 10  μg/l hanno un rischio di mortalità. Sono quindi urgenti e necessarie azioni politiche in aree esposte ad arsenico come in provincia di Viterbo”.

Maria Letizia Riganelli

 

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Lago di Vico, istituito un tavolo tecnico permanente tra la Asl e i Comuni di Ronciglione e Caprarola

Un commento a seguito della istituzione del tavolo tecnico.

Ottima cosa il tavolo tecnico.
A che serve ?
L’ARPA fa i prelievi e li sottopone alla ASL che ha il compito di valutare la potabilità e indicare ai Sindaci la necessità di emettere ordinanze di non potabilità o meno e tutto deve essere fatto con urgenza per evitare avvelenamenti o malattie; ha anche compiti ispettivi e di controllo degli impianti. I Comuni dovrebbero adeguarsi a quanto la ASL prescrive. L’Istituto superiore di Sanità ha per sua natura lo studio degli inquinanti.

A che serve allora il tavolo tecnico ?  

Speriamo non serva ad elevare il parametro delle microcistine dell’alga rossa.  C’è chi ha tentato di farlo.

C’è chi vorrebbe nuovamente provarci ?

Noi vorremmo che nell’acqua che si distribuisce non ci siano veleni di nessun genere. Non è facendola divenire per legge che l’acqua diventa potabile. L’acqua diventa potabile eliminando gli inquinanti e i veleni.
Per favore non prendeteci in giro raccontando storie e favole o vantando buone pratiche amministrative.

A quando l’ordinanza di potabilità a Ronciglione e a Caprarola ?

L’ordinanza di potabilità va a nostro parere fatta solo quando l’acqua sarà veramente potabile.

Se non lo è realmente non si attenta alla nostra salute e sopratutto a quella dei bambini e cioè del nostro futuro ?  

Per discutere questi problemi abbiamo organizzato per il 25 febbraio 2016 un INCONTRO PUBBLICO

 

INCONTRO PUBBLICO 25 FEBBRAIO 2016 – SALUTE AMBIENTE – LAGO DI VICO ACQUA POTABILE

 

sotto il comunicato diffuso a seguito della istituzione del tavolo tecnico 

 

Lago di Vico, istituito un tavolo tecnico permanente tra la Asl e i Comuni di Ronciglione e Caprarola

da viterbonews24 In: Ambiente, Caprarola, Politica, Provincia, Ronciglione, Sanità,Viterbo 04/02/2016 – 11:47

VITERBO – La Asl e i Comuni di Ronciglione e Caprarola, attraverso l’istituzione di un tavolo tecnico permanente, mettono insieme le forze per rilevare il livello di inquinamento delle acque del lago di Vico ed, eventualmente, per intervenire con azioni mirate condivise.

È quanto prevede il protocollo d’intesa siglato nei giorni scorsi alla Cittadella della salute di Viterbo dal direttore generale della Asl, Daniela Donetti, e dai sindaci Alessandro Giovagnoli ed Eugenio Stelliferi, documento che diverrà operativo a partire dalla prossima settimana.

“Raccogliendo e condividendo le richieste delle due amministrazioni comunali che hanno firmato il protocollo e che si sono fatte portatrici delle istanze provenienti dal territorio – spiega Daniela Donetti – abbiamo ritenuto utile e necessario istituire un tavolo tecnico permanente al fine di porre in essere una sinergia operativa finalizzata alla tutela della salute pubblica in materia di qualità dell’acqua erogata al consumo umano presso i comuni di Ronciglione di Caprarola, visto che l’attuale normativa non ricomprende espressamente la soglia tossicologica di algali se riferita ai cianobatteri, nonché alle soglie tossicologiche delle microcistine algali. Gli interventi che abbiamo condiviso permettono di incrociare tutti i dati che siamo in grado di rilevare e di avere una situazione chiara e completa circa lo stato di salute del lago di Vico”.

Nello specifico il protocollo prevede l’espletamento di controlli esterni da parte della Asl della qualità dell’acqua erogata al consumo umano, di controlli eseguiti dai Comuni gestori in collaborazione con l’Istituto superiore della sanità e di controlli ambientali sullo stato di salute del lago espletati da Arpa Lazio.

“Il tavolo tecnico permanente, istituito dal protocollo – prosegue il direttore generale della Asl di Viterbo -, mira quindi ad affrontare con concretezza ed operatività qualsivoglia criticità che possa intervenire, sia nell’ambito della gestione degli impianti di depurazione, sia in ambito lacustre, relativamente al grado di inquinamento e al suo contenimento, attraverso interventi che ricomprendano l’utilizzo di piani agronomici finalizzati a bloccare l’immissione nelle acque lacuali di fattori eutrofizzanti, quali il potassio e l’azoto, che notoriamente sono utilizzati nelle pratiche di concimazione”.

“Esprimo soddisfazione per la firma del protocollo tra la Asl di Viterbo e i Comuni intorno al lago di Vico –commenta il sindaco di Caprarola, Eugenio Stelliferi -, tale atto testimonia l’attenzione di tutte le istituzioni ad una questione di fondamentale importanza come è quella dell’acqua destinata al consumo umano. Il protocollo, peraltro, è solo un primo passo visto che a esso seguirà la sottoscrizione di un piano operativo per la gestione delle acque (Water Safety Plan). Peraltro il prossimo 17 febbraio a Pavia, all’interno di un convegno organizzato dall’università di Brescia (leader in Italia su tali specifici temi), si parlerà proprio della gestione delle acque del Comune di Caprarola, come esempio di buona pratica amministrativa. Tutte dimostrazioni di quanto l’amministrazione sia attenta alla salute pubblica”.

“La sinergia tra le istituzioni presenti sul territorio – conclude il sindaco di Ronciglione Alessandro Giovagnoli – è doverosa quando si tratta di tutelare la salute dei nostri cittadini, in quanto produce risultati concreti e positivi. Il protocollo che abbiamo firmato e l’istituzione del tavolo tecnico permanente costituiscono un ulteriore passo in avanti rispetto alla necessità di monitorare costantemente lo stato di salute del lago di Vico, partendo dal presupposto che, già oggi, l’impianto di potabilizzazione che abbiamo attivato a Ronciglione fornisce dei dati confortanti per quanto riguarda l’acqua erogata al consumo umano”.

 

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