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Il Lago di Vico finisce al Ministero della Salute Si è svolta oggi a Roma una riunione sulle problematiche del bacino

21/03/2017 – 19:07

Riceviamo e pubblichiamo dall’Associazione italiana medici per l’ambiente – Isde di Viterbo

CAPRAROLA – Si è svolta martedì 21 marzo 2017, presso la sede del Ministero della Salute a Roma una riunione per esaminare e discutere le gravi problematiche del Lago di Vico e dell’approvvigionamento delle acque ad uso potabile per i comuni di Caprarola e Ronciglione

Alla riunione hanno preso parte la dottoressa Antonella Litta referente dell’Associazione italiana medici per l’ambiente- Isde (International society of doctors for the environment), il dottor Luciano Sordini della Federazione italiana medici di medicina generale-Fimmg di Viterbo, i rappresentanti del Dipartimento generale della prevenzione sanitaria del Ministero della Salute, della Regione Lazio, della Asl di Viterbo, dell’Istituto superiore di sanità, il rappresentante dell’Ato1 e il sindaco del comune di Caprarola.

La dottoressa Litta e il dottor Sordini sono intervenuti esponendo ancora una volta la preoccupazione per il degrado delle acque del lago di Vico e i possibili e connessi rischi sanitari per le popolazioni dei due comuni circumlacuali ; preoccupazioni attestate e sostanziate anche dal persistere,ormai da anni, di ordinanze comunali di non potabilità delle acque per uso umano, con i conseguenti disagi sofferti dai cittadini anche in termini di spesa per l’acquisto di acqua da bere e per cucinare.

La dottoressa Antonella Litta, entrando poi nello specifico delle problematiche, ha fatto presente il persistere dell’inadeguatezza e le criticità degli attuali sistemi di potabilizzazione dei due acquedotti comunali, come riscontrato e sottolineato negli esami eseguiti anche dall’Istituto superiore di Sanità e dall’Arpa Lazio e la preoccupazione anche per il possibile rilascio nelle acque lacustri di sostanze tossiche e cancerogene presenti nei sedimenti del lago, concentrazioni ben al di sopra delle soglie di contaminazione previste per i terreni emersi.

Proseguendo nel suo intervento la dottoressa Litta ha ribadito che, come anche sancito dal Principio di precauzione e in ossequio all’articolo 32 della Carta Costituzionale, il diritto alla salute e quindi il diritto all’approvvigionamento ad acque salubri e pulite, prevale su ogni altro diritto privatistico e d’impresa e quindi ha chiesto un intervento delle istituzioni ed enti presenti alla riunione perché si avvii in tempi rapidi una drastica riduzione, fino alla completa abolizione, dell’uso di fitofarmaci in tutta la conca del lago di Vico con riconversione al biologico di tutte le attuali forme di coltivazioni agricole in essa presenti.

L’Isde insiste nel riproporre anche gli altri interventi necessari ed urgenti per avviare il risanamento dell’ecosistema del lago di Vico e tutelare la salute delle persone e in particolare dei bambini:

– cessazione della captazione di acqua dal lago di Vico e contestuale reperimento di fonti alternative di approvvigionamento idrico;

– costante controllo e periodica verifica di tutti gli scarichi fognari delle utenze private e pubbliche poste in prossimità del lago;

– bonifica definitiva ed effettiva del deposito militare Nbc di Ronciglione;

– intensificazione dei controlli di tutte le attività notturne e diurne all’interno e in prossimità della Riserva regionale del lago di Vico;

– immediata installazione di impianti pilota per lo studio di una potabilizzazione extralacustre veramente efficace delle acque in relazione alle loro criticità e ricerca di nuove falde di captazione;

– costante monitoraggio di tutte le sostanze tossiche e cancerogene che possono contaminare le acque destinate a consumo umano, la fauna e la flora lacustre;

– biomonitoraggio per sostanze inquinanti della fauna lacustre, della flora lacustre e delle aree circostanti;

– informazione ampia e diffusa ai cittadini, negli studi medici, nelle scuole, negli ambulatori della Asl e presso l’ospedale di Ronciglione;

– inizio immediato di un monitoraggio di lungo periodo relativo allo stato di salute delle persone e in particolare dei bambini;

– screening gratuiti per le popolazioni esposte al cosiddetto ‘effetto cocktail’ determinato dall’esposizione contemporanea a più cancerogeni e sostanze tossiche presenti nelle acque del lago, anche se entro i limiti di legge, in particolare: cianobatteri, microcistine algali, arsenico, metalli pesanti e pesticidi.

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Giornata Mondiale dell’Acqua 2017: perchè esiste? Storia, curiosità e una mostra

Nel conto totale siamo stati inclusi anche noi che, pur non essendo del terzo mondo, chissà quando avremo acqua potabile in casa?  Non credo !  Senza nessuna intenzione di mancare di rispetto per uomini, donne e bambini che non hanno accesso all’acqua, desideriamo rivendicare con forza il diritto all’acqua potabile per noi e per tutta l’umanità. Raimondo Chiricozzi

L’articolo sotto fa la storia della WORLD WATER DAY.

 

Sono più di 663 milioni in tutto il mondo le persone che non hanno l’acqua potabile in casa e 2,4 miliardi quelle che non hanno accesso a servizi igienico-sanitari adeguati.

Il World Water Day, ideato dalle Nazioni Unite e indetto nel 1993, si occupa di affrontare i problemi locali, regionali e globali

di LAURA SALONIA, GALLERY DI SIMONA GIRELLA da iodonna.it

Sono più di 663 milioni le persone nel mondo senza acqua potabile in casa, costrette a trascorrere ore in coda o in cammino per raggiungere una sorgente di acqua non contaminata. Secondo i dati dell’associazione non governativa WaterAid, in tutto il mondo circa 2,4 miliardi di persone non hanno accesso a servizi igienico-sanitari adeguati. E a causa della mancanza di acqua potabile e di servizi igienici, circa 315 mila bambini sotto i 5 anni muoiono ogni anno di malattie a causa dell’acqua contaminata e delle scarse misure igienico-sanitarie. Ecco perché è importante ricordare la Giornata Mondiale dell’Acqua (World Water Day), ideata dalle Nazioni Unite nel 1992 e indetta per la prima volta nel 1993.

World water day

 

 

 

 

 

 

A partire dal 1997, ogni tre anni il World Water Council, l’organismo non governativo internazionale fondato nel 1996 come piattaforma degli organismi internazionali e specialisti nel settore dell’acqua, convoca un World Water Forum (Forum sull’acqua) per discutere i problemi locali, regionali e globali.

L’edizione 2017 della Giornata Mondiale dell’Acqua, che si celebra il 22 marzo, riguarda la questione delle acque reflue, ovvero quelle contaminate da attività domestiche, industriali e agricole, che vanno ridotte, depurate e riutilizzate, secondo quanto prescrive l’obiettivo sostenibile 6.3 dell’Onu: “migliorare entro il 2030 la qualità dell’acqua eliminando le discariche, riducendo l’inquinamento e il rilascio di prodotti chimici e scorie pericolose, dimezzando la quantità di acque reflue non trattate e aumentando considerevolmente il riciclaggio e il reimpiego sicuro a livello globale”.

 Kate Holt/WaterAid

Kate Holt/WaterAid

Tra le associazioni più attive in questo ambito, WaterAid, fondata nel 1981 nel Regno Unito, ha portato finora acqua potabile a 25 milioni di persone e servizi igienici a 24 milioni di persone in 37 paesi in Africa, Asia, America Latina e Oceania. La sua collaborazione con le comunità, i governi e le aziende private di 38 Paesi consiste nel fornire acqua potabile, servizi e misure igienici adeguati e dedicati a chi ne ha più bisogno e nel rendere possibile il cambiamento e la crescita.

Per esempio in Nicaragua WaterAid concede microcrediti per aiutare le persone più povere ad acquistare pozzi, serbatoi e servizi igienici accessibili e offre formazione professionale ai giovani “a rischio”, un’alternativa valida alla possibilità di unirsi a bande locali.

In alcune zone del Madagascar invece, si è verificata una grave siccità, mentre in altre si sono abbattute violenti inondazioni. Entrambi i fenomeni creano forti disagi alle popolazioni: con la siccità le donne sono costrette a percorrere distanze più lunghe per trovare e raccogliere l’acqua per se stesse e per le proprie famiglie, mentre con le inondazioni le provviste vengono contaminate dall’acqua del mare e dalle acque di scarico.

In occasione della Giornata Mondiale dell’Acqua 2017, Milano ospita la mostra fotografica Water is life di WaterAid alla Fondazione Feltrinelli, il nuovo spazio da poco inaugurato in Via Pasubio 5, nelle giornate del 23 e 24 marzo. Le fotografie esposte, grazie anche al contributo del Gruppo Sofidel, raccontano attraverso un percorso narrativo la presenza dell’associazione nei paesi in cui opera. Guarda la gallery con alcune delle immagini della mostra.

 

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Nella foto, un ragazzo sopra un ponte alle prime luci del tramonto nella città di Morondavo (Madagascar). Foto Kate Holt/WaterAid

 

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Lettera al presidente della Regione Lazio e altri per la prima fioritura visibile presumibilmente dell’alga rossa.

lettera al pres della Regione Lazio e altri per la prima fioritura visibile presumibilmente dell’alga rossa

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Tariffe dell’acqua in base al nucleo familiare

PIOMBINO. Approvata all’unanimità la mozione presentata dal Movimento Cinque Stelle che impegna l’amministrazione comunale ad attivarsi per modificare l’articolazione delle tariffe del servizio idrico integrato.

Il testo proposto è stato emendato e subito dopo è arrivato il placet da tutte le formazioni politiche presenti in sala consiliare in quel momento.

Si tratta di un atto di indirizzo che impegna l’amministrazione comunale «a proseguire il lavoro svolto in ambito di conferenza territoriale 5, del consiglio direttivo dell’Autorità idrica Toscana e in ogni altra opportuna sede decisionale, perchè nella determinazione della tariffa venga applicato un metodo di ripartizione dei costi più giusto, introducendo un sistema che individui una tariffa per componenti il nucleo familiare per le utenze domestiche dei residenti».

Facciamo un esempio per tradurre il linguaggio burocratico. Attualmente il sistema tariffario è scandito da fasce di prezzo e scaglioni di consumo annuo attribuiti per singole utenze indipendentemente dal numero di persone che vivono in quell’appartamento. I primi 30 metri cubi d’acqua hanno un prezzo più basso. Poi, man mano che sale il consumo, si superano gli scaglioni e si paga di più.

E’ evidente che un single consumerà più lentamente i 30 metri cubi per i quali si paga una tariffa agevolata. Altro conto per un nucleo familiare maggiore che supererà in fretta quella soglia per vedersi fatturare importi sempre più alti.

Nella stessa seduta, sempre all’unanimità, è stata approvata un’altra mozione dei Cinque stelle, di nuovo sull’acqua. Stavolta per impegnare la giunta ad attivarsi per modificare il regolamento e la carta del servizio

idrico affinchè venga assicurato il quantitativo minimo vitale giornaliero, gratuito, pari a 50 litri per ciascun componente della famiglia. Una richiesta sintonizzata con le direttive Onu che considerano l’accesso all’acqua potabile un diritto vitale e quindi fondamentale dell’essere umano.

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Il lago di vico su tg regionale

Il lago di Vico su TGR tre delle ore 14,00

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WATERLINE BY SHOPPING MALL SRL: I DUBBI DELLA NOSTRA ASSOCIAZIONE DI CONSUMATORI

Molte segnalazioni su depuratori acqua “vinti” al costo di 4.680 euro.
La nostra associazione ha ricevuto segnalazioni relativamente ad acquisti effettuati tramite l’azienda SHOPPING MALL che contatta ignari clienti, comunicando loro di essere stati sorteggiati ed essere vincitori di un “kit promozionale WATERLINE”, che poi si dimostra tutt’altro che un premio.
Le segnalazioni pervenute ci raccontano che i clienti sono contattati telefonicamente da un operatore per conto della società WATERLINE per un’INDAGINE DI MERCATO e chiede di rispondere ad un sondaggio telefonico sul consumo di acqua.
Si viene successivamente ricontattati e informati di essere stati SORTEGGIATI ed essere VINCITORI di un “kit promozionale waterline”. Tale kit prevederebbe il montaggio di un sistema di osmosi inversa finalizzato alla depurazione dell’acqua corrente, 13 filtri (da utilizzare 1 per all’anno), gas manuale, set bottiglie vetro, 12 bombole Co2 e 13 anni di assistenza. 
 
Costi del kit? È richiesto un versamento iniziale di 50-150 € e il pagamento di 4.680,00 € per l’assistenza da effettuare in contanti o da pagare tramite un finanziamento della durata di 13 anni (€ 360 all’anno).
Il montaggio del kit avviene solitamente nei 10 giorni successivi alla sottoscrizione del contratto.
I DUBBI DI A.E.C.I.
– Perché il montaggio del prodotto AVVIENE di solito DOPO 10 GIORNI dalla sottoscrizione del contratto, quando, cioè, non è più possibile esercitare il DIRITTO DI RIPENSAMENTO?
– Qual è il premio cui hanno diritto i vincitori dell’estrazione, se il costo dell’intera operazione ammonta a 4.680 €?
– Perché è necessario pagare in anticipo o tramite finanziaria l’intero importo? Cosa succederebbe, infatti, nella malaugurata ipotesi che l’azienda nel frattempo fallisse?
– Perché il personale di vendita si presenta come operatore della WATERLINE SRL, ma in realtà l’ordine fatto sottoscrivere è a nome della SHOPPING MALL SRL, società distributrice?
A quanto ci risulta, la Shopping Mall srl, azienda con sede in provincia di Padova, si occupa prevalentemente di studi e ricerche di mercato e, in questo caso, sarebbe intermediaria della WATERLINE SRL, società che a sua volta si occupa della vendita di prodotti e impiantistica di sistemi erogatori/depuratori d’acqua WATER LINE Professional System.
da http://www.euroconsumatori.eu/articolo/638
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altra sentenza della cassazione. Acqua non potabile: L’ente gestore deve risarcire l’utente

 

Altra sentenza della Cassazione. Acqua non potabile: L’ente gestore deve risarcire l’utente

 

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Acqua, il Tar sospende gli aumenti Accolta la richiesta presentata da quattro comuni viterbesi

10/12/2016 – 14:14

SAN LORENZO NUOVO – Il Tar Lazio, sez. I quater, con l’ordinanza n. 7904 del 9 dicembre 2016, ha accolto la richiesta di sospensione, avanzata dai comuni San Lorenzo Nuovo, Capodimonte, Ischia di Castro e Latera, dell’atto di indirizzo n. 74 del 29 luglio 2016 assunto dalla Conferenza dei Sindaci dell’Ente d’Ambito con il quale, lo si ricorda, la medesima Conferenza ha autorizzato la società Talete ad aumentare di € 0,21 il costo per la fornitura dell’acqua all’ingrosso, portandolo da € 0,48 a € 0,69.

da Viterbonews24

Avverso tale provvedimento, che ha portata retroattiva, non si è fatta attendere la replica dei Sindaci dei 4 comuni sopra citati che si sono rivolti al Tar, per il tramite degli avvocati Angelo Annibali, Marco Orlando e Andrea Ruffini dello Studio Legale AOR Avvocati di Roma, chiedendone prima la sospensione e poi l’annullamento.

E la risposta del Tar, come visto, per ora è stata positiva. All’esito dell’udienza del 7 dicembre, infatti, i Giudici Capitolini hanno ritenuto di sospendere il provvedimento impugnato e, al contempo, hanno fissato l’udienza di merito per il prossimo 14 marzo 2017. Pacata soddisfazione da parte del sindaco di San Lorenzo Nuovo, Massimo Bambini che sin dalla comunicazione dell’atto d’indirizzo si è fatto promotore per contrastare questo nuovo ed elevato aumento nella fornitura dell’acqua all’ingrosso, che rischia di creare effetti disastrosi per i bilanci dei Comuni interessati e di conseguenza per le tasche dei cittadini. ”Non abbiamo concordato né nel metodo, né nel merito della decisioni assunte dalla Conferenza dei Sindaci con l’atto di indirizzo 74/2016 – afferma Bambini –. Da un lato è stata autorizzata Talete, senza una compiuta istruttoria da parte di quest’ultima all’incremento di ulteriori € 0,21 al mc della tariffa per la fornitura di acqua all’ingrosso portandola con effetto retroattivo da € 0,48 a € 0,69 in virtù dei maggiori costi che quest’ultima sopporterebbe a titolo di spese per la gestione degli impianti di potabilizzazione Arsenico e Fluoruri. Dall’altro, nel medesimo provvedimento, la Conferenza ha inspiegabilmente ritenuto di non applicare ai Comuni non aderenti a Talete, i finanziamenti erogati dalla Regione Lazio per la gestione degli impianti di dearsenificazione, realizzati dall’Ente regionale nella Tuscia. Come se nella Provincia di Viterbo ci fossero cittadini di seria A e cittadini di serie B”. Il Sindaco Bambini entra poi nel merito per evidenziare le criticità del provvedimento impugnato: ”Abbiamo depositato un articolato ricorso dove contestiamo alla Conferenza l’aver deliberato l’aumento della tariffa per la fornitura dell’acqua all’ingrosso, senza considerare i finanziamenti erogati dalla Regione in favore di Talete per la gestione degli impianti di potabilizzazione realizzati nella Tuscia: Finanziamenti che sono pari a circa 15.000.000,00 di euro per il triennio 2016-2018 e che, a nostro parere, devono servire per abbattere il costo di gestione degli impianti di dearsenificazione e, di conseguenza, evitare aumenti della tariffa per la fornitura dell’acqua all’ingrosso”.

”Altro aspetto da non sottovalutare – continua Bambini – è che secondo noi vi è un palese difetto di istruttoria e di motivazione che inficia e travolge l’atto di indirizzo con cui la Conferenza ha autorizzato l’aumento tariffario per la fornitura dell’acqua all’ingrosso. È evidente, infatti, come la Conferenza si sia limitata esclusivamente ad avallare dati e parametri forniti dalla Talete, a giustificazione dell’aumento, senza alcun vaglio ed analisi critica degli stessi; parametri che a nostro giudizio, senza voler, in questo ambito, entrare nel merito, non sembrano essere corretti”.

”Vedremo comunque cosa ci dirà il Tar a marzo – conclude il Sindaco Bambini- ma già aver ottenuto la sospensione del provvedimento per noi è un grande risultato, soprattutto in considerazione del fatto che il predetto Tar ritiene che le questioni proposte con il ricorso meritino un approfondimento”.

Soddisfazione, unita alla prudenza per la fase in cui si trova il giudizio, è stata espressa anche dall’avvocato Angelo Annibali dello Studio AOR Avvocati di Roma che sta seguendo il giudizio innanzi al Tar Lazio: ”Pur se consapevoli sin dall’inizio che la battaglia legale intrapresa era complessa, tuttavia abbiamo verificato che le tesi da noi sostenute hanno mostrato un particolare interesse da parte del Collegio anche in questa fase cautelare del giudizio, tanto da ottenere sia la sospensione del provvedimento al fine lasciare, per usare le parole dei Giudici, ”la resa adhuc integra”, sia la fissazione dell’udienza di merito tra soli 4 mesi. Un tempo veramente record considerati i ruoli del Tar. A dimostrazione che i Giudici hanno intenzione di chiudere in fretta la vicenda. Restiamo cauti, trattandosi di un’ordinanza cautelare, ma al contempo fiduciosi”.

 

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