Attivo il servizio autobotte per la distribuzione dell’acqua potabile

Pubblicato il: 07/09/2016, 08:24
| di Gianfranca Orunesu da siniscolanotizie.net  http://www.siniscolanotizie.net/notizie/attualita
 In seguito ai disagi idrici che vedono coinvolta la popolazione a causa della non potabilità dell’acqua, Abbanoa S.p.A. ha avviato il servizio autobotte tramite lo stazionamento (permanente 24 ore su 24) di una cisterna da 30 mc presso il piazzale del campo Solinas. Il presidio sarà attivo fino al rientro a norma dei parametri.

Sono inoltre costantemente attivi due punti fissi di prelievo dell’acqua della sorgente di Fruncu ‘e Oche, situati in prossimità dell’omonima sorgente (San Giuseppe) e del poliambulatorio ASL (Sant’Efisio).

 Gianfranca Orunesu

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Lettera al Sindaco di Ronciglione e altri

 

05 settembre 2016                                                                                                                                                                                                      Al Sindaco del Comune di Ronciglione,
al Comandante Polizia locale Ronciglione,  al Comandante Stazione Carabinieri Ronciglione
al Comandante NAS Carabinieri Viterbo

Egregio Sindaco, egregi signori,

sul sito del Comune di Ronciglione all’albo pretorio è pubblicata la delibera del 1 luglio 2016 n. 97 che fa divieto d’uso dell’acqua proveniente dal pozzo di Chianello per lavori, revocando l’ordinanza n 47 del 1 aprile 2016.  L’ordinanza n.97 del 1 luglio 2016, forse per dimenticanza, non è stata riportata nell’apposito spazio creato sul sito per l’acqua potabile, né è stata data la dovuta informazione ai cittadini, né altresì l’ordinanza è stata affissa presso l’impianto di Chianello dove esiste il punto di prelievo frequentatissimo dai cittadini. Riteniamo che  ciò non consenta la visione trasparente a tutti coloro che desiderano informarsi sullo stato dell’acqua potabile a Ronciglione.  Nel dispositivo della stessa ordinanza n. 97 è anche scritto: “La presente ordinanza rimarrà in vigore sino alla conclusione dei lavori di riparazione di cui sopra e comunque fintanto che la stessa non sarà idoneamente revocata con formale provvedimento”. L’ordinanza n. 97 del 1 luglio 2016 non risulta sia stata revocata con altro formale provvedimento, le chiediamo pertanto di ordinarne la pubblicazione nello spazio Acqua potabile e per maggiore tutela della salute dei cittadini, pubblicizzarla anche attraverso manifesti o volantini e far apporre cartelli di non potabilità nelle fontane pubbliche di tutto il paese, dato che in alcune è stato posto il cartello acqua potabile e dato che, allo stato attuale delle cose, in tutto il paese non c’è acqua potabile.

Le domandiamo inoltre:

– Ritiene aver tutelato la salute dei cittadini permettendo l’erogazione, nelle vie e nelle fontane indicate dalla stessa ordinanza n. 97/2016, senza la dovuta informazione dei cittadini, acqua proveniente dal lago di Vico notoriamente non potabile e comunque per ordinanza sindacale a causa di vari inquinanti?

– Vista anche la non potabilità dell’acqua proveniente dalla sorgente di Monte Fogliano, ritiene sia stata e sia tutelata la salute dei cittadini, permettendo l’erogazione di acqua non potabile di questa sorgente e del lago di Vico agli esercizi che la utilizzano a fini alimentari e dalle fontane pubbliche, dove nonostante le nostre richieste, fatte sin dall’inizio dell’emergenza alga rossa e poi dell’arsenico, non è stato ancora apposto il cartello indicante la non potabilità?

– Non ritiene ancora necessario rifornire con autobotti di acqua potabile o con altri mezzi ritenuti idonei la popolazione ed in particolare anziani, bambini piccoli e donne incinte?

Raimondo Chiricozzi

ADUC – COMITATO ACQUA POTABILE affiliato AICS
Tel 0761652027 – 3683065221 – Via Resistenza, 3 – 01037 Ronciglione
email: comitato.acqua.potabile@gmail.com    www.comitatoacquapotabile.it

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IDEA GENIALE DI UN ARCHITETTO ITALIANO: RACCOGLIE FINO A 100 LITRI DI ACQUA AL GIORNO:

da ilmondoallarovescia

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Acqua Warka è l’idea sviluppata dall’architetto italiano Arturo Vittori e dal collega svizzero Andreas Vogler, presentata alla biennale di Venezia del 2012, nell’ambito dei progetti finalizzati allo sviluppo delle popolazioni rurali attualmente sprovvisti di acqua potabile. Si tratta di una torre alta 10 metri, che condensa l’umidità presente nell’aria, e che permette l’immagazzinamento di 100 litri di acqua al giorno

La sua struturra è totalmente eco-sostenibile, essendo costituita da bambù e plastica riciclata. Un’invenzione promettente, attualmente già diffusa in Etiopia, e che si prevede diffondersi presto nel resto del mondo.

Nelle aree montane dell’Etiopia, le donne e i bambini compiono ogni giorno viaggi interminabili per garantire acqua al villaggio.

La torre dell’acqua ha una struttura reticolare, ed è realizzata con canne di giunco, facilmente reperibile in quei luoghi. Può essere costruita anche dagli stessi abitanti.

All’interno della torre è presente del polietilene tessile, ricavato da plastiche riciclate, in grado di raccogliere acqua potabile direttamente dall’aria, grazie al fenomeno di condensazione.

L’intera struttura pesa solo 60 kg, le funi laterali servono ad ancorarla al terreno. È composta da 5 moduli che possono essere alloggiati da 4 persone, progredendo dal basso verso l’alto.

L’idea nasce dall’osservazione del piccolo coleottero Namib, in grado di sopravvivere nel deserto condensando l’umidità sul suo addome e trasformandola in piccole gocce d’acqua.

Dal punto di vista estetico, gli architetti si sono ispirati alla tradizione edile etiope, che utilizza il giunco come materia prima per costruzioni di qualsiasi genere.

Warka in Etiopia identifica un grande albero di fico, simbolo della generosità e della fecondità. I grandi alberi sono i luoghi attorno cui gli abitanti del villaggio sono soliti radunarsi.

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SINDACI SERI CHE HANNO A CUORE IL BENE DEI LORO PAESANI: Un’autobotte di acqua potabile per il Monte Rosello medio

Su richiesta del sindaco di Sassari, sarà messa a disposizione da Abbanoa in via Pirandello un’autobotte di acqua potabile, un aiuto che potrà, almeno in parte, venire incontro alle esigenze dei cittadini sassaresi dei quartieri di Monte Rosello medio che, dal 26 luglio scorso, vivono con le restrizioni per l’utilizzo dell’acqua.

Il mezzo sarà messo a disposizione su richiesta del sindaco di Sassari Nicola Sanna, che ha sollecitato il gestore unico, per far fronte alla perdurante non potabilità dell’acqua nelle vie Sulcis, Manzoni, Prati, D’Annunzio, Ariosto, Torralba, Mores, Bonorva, Nulvi, Ardara, Pozzomaggiore, T. Sini, Tissi, Ossi, Usini, Sennori, Ploaghe, Ungaretti, Carducci, Leopardi, Parini, Monti, Florinas, Baldedda-Monte Furru, Mariotti e Vallero quindi nelle piazze Ugo Foscolo e Logulentu

I cittadini, inoltre, potranno approvvigionarsi anche alla rastrelliera di via Bachelet.

Oggi l’orario sarà dalle 14:30 alle 17:00 in Piazzale Segni, mentre in Via Pirandello il servizio è attivo dalle 9:00 di stamattina fino alle 17:00.

A partire da domani fino a Lunedì 5 Settembre, gli orari sia in Piazzale Segni che in Via Pirandello saranno gli stessi: dalle 9:00 del mattino alle 17:00.

L’articolo Un’autobotte di acqua potabile per il Monte Rosello medio sembra essere il primo su il Giorno di Sassari.

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Lago pieno di alghe. E zanzare

LA DENUNCIA

Alte temperature e scarichi fognari bloccati stanno favorendo la fioritura di organismi autotrofi. Mancata prevenzione: imperversano gli insetti

Le alghe che stanno invadendo il Lago di Varese

Le alghe che stanno invadendo il Lago di Varese

Tre anni fa la strage dei pesci che affioravano a migliaia, putrescenti fra i canneti e sul litorale.

Prima ancora c’era stata l’alga rossa che aveva tinteggiato le acque del Lago di Varese di un colore improbabile.

L’anno scorso una proliferazione abnorme di alghe, di questi tempi, aveva riempito il bacino di melma puzzolente causata da un cianobatterio.

Da qualche giorno, sotto i riflettori ci sono chiazze oleose e l’acqua di colore verde oliva, soprattutto in prossimità delle insenature. Ma questa volta, nulla di allarmante né di pericoloso, rassicurano i pescatori. Anche se l’amarezza per le condizioni di questo bacino perennemente malato prevale e accende i toni della polemica.

Gianfranco Zanetti che ogni giorno si occupa anche delle chiuse sul fiume Bardello, dice: «Si tratta di una microalga abbastanza frequente in queste condizioni. La temperatura del lago è di 25 gradi. Purtroppo le alghe si alimentano a causa degli scarichi che ancora persistono. Finché tutti i comuni non avranno sistemato lo sdoppiamento delle acque e gli scolmatori il lago soffrirà. Si fa un gran parlare di risanamento ma ancora nessuno ha fatto niente».

Santo Cassani, presidente dell’associazione Sarisc di Oltrona che ha al suo attivo diverse pubblicazioni in materia e ha costituito un apposito collettivo, conferma: «Siamo usciti in barca lunedì 29 agosto e abbiamo riscontrato che l’acqua è molto opaca soprattutto in prossimità della Darsena Maggioni a Gavirate e a Cazzago Brabbia. A Schiranna appare più trasparente. È iniziata la fioritura algale. Quest’anno la Provincia non ha ancora eseguito lo sfalcio delle alghe che di solito si esegue a maggio. Se le temperature elevate non si abbasseranno avremo certamente un fenomeno importante come quello del 2014 con una proliferazione abnorme».

«A suo tempo anche il sindaco di Bodio Lomnago Eleonora Paolelli, presidente dell’associazione dei comuni rivieraschi per il risanamento del lago, in occasione dell’inaugurazione del battello Stradivari aveva pubblicamente chiesto con urgenza lo sfalcio delle alghe che soffocano il lago.

Zanetti conclude denunciando un altro sgradevole fenomeno: la formazione di larve, moscerini e zanzare che infestano l’acqua verde e oleosa soprattutto in prossimità delle chiuse dove aumenta, portata dalla corrente, la”sporcizia” del lago: «Io apro ogni mattina le chiuse per far scorrere via col fiume Bardello lo sporco che non è bello da vedere. Altro non posso fare».

Lisetta Buzzi Reschini

da prealpina

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Il nemico fluoro

da iltamtam 

Dubbi sulle conseguenze per la salute di ingestione di fluoro per anni considerato il toccasana per evitare la carie dentale
Il nemico fluoro

Il rovescio della medaglia nella guerra contro la carie potrebbe nascondere vari problemi di salute
Il fluoro che sia aggiunto alla acqua potabile può stare causando problemi di salute a lungo termine, secondo numerosi studi. Ed il fluoro non è solo nell’acqua.

L’ultima ricerca, che è stata pubblicata questo mese nel Journal of dell’acqua e salute , ha scoperto che la fluorizzazione potrebbe contribuire alla crescita del diabete.
Il nuovo studio ha esaminato i legami tra fluorizzazione dell’acqua e diabete di tipo 2, che ha raggiunto proporzioni epidemiche negli Stati Uniti. C’era un rischio significativamente maggiore con il tipo di fluoruro, di solito di sodio fluoruro, che viene aggiunto ad acqua potabile comunità.
Ma i ricercatori britannici hanno scoperto che alcune marche di bustine di tè contenevano molto più fluoruro di altre, e solo quattro tazze di tè al giorno potrebbe contenere più di l’importo massimo considerato sicuro. Poiché l’acqua è spesso fluorata e molte persone usano dentifricio al fluoro-arricchito, può essere facile da ingerire più della quantità sicura.

Uno studio 2015 da Università di Kent in Inghilterra ha scoperto che l’acqua potabile con il fluoruro aggiunto può rovinare la tiroide, e portare a un aumento di peso e la depressione. Lo studio ha trovato una correlazione significativa tra i tassi di ipotiroidismo (ipotiroidismo) e livelli di fluoro nell’acqua potabile.
L’autore dello studio, Stephen Peckham, dice che le autorità devono considerare di ridurre l’esposizione al fluoro, tra cui la rimozione dall’acqua potabile, ed eliminare trattamenti al fluoro sui denti e passare ad altri metodi per proteggere i denti.
Il dottor Blaylock ha messo in guardia contro i pericoli di fluoro acqua per anni, e ritiene di poter causare una vasta gamma di malattie. “È stato dimostrato di essere un importante tossina cervello, anche in concentrazioni metà di quella approvata per uso in acqua potabile,” dice Newsmax Salute.
“Malattie degenerative del cervello come l‘Alzheimer sono probabilmente legati all’acqua potabile fluoro,” dice.
Si avverte anche la possibilità di cancro, problemi comportamentali, soppressione della tiroide, infertilità maschile e l’impotenza come esempi di condizioni che potrebbero essere causati da fluoro.

“La maggior parte preoccupante è che è stato definitivamente dimostrato di aumentare la crescita di molti tipi di cancro, è una delle principali cause di tumore osseo nei giovani ragazzi,” dice. “Inoltre, il fluoro aumenta fratture spontanee nelle donne, è associato con alcuni tipi di cancro molto rari – come cholangiosarcoma – e abbassa IQ”.
E ‘facile da ottenere troppo fluoro, dice. “Oltre al fluoro in acqua, si deve aggiungere nei livelli molto più elevati di molti alimenti e tè nero. Uvetta e altri alimenti disidratati simili hanno livelli elevati.
“Inoltre, molti tessuti concentrano fluoro, così nel tempo i livelli possono essere molto più alto.”

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Continua l’iniziativa del comitato per rivendicare il diritto all’acqua potabile

Nel viterbese non viene ancora distribuita acqua potabile. Occorre continuare l’azione rivendicativa perché la politica capisca che l’acqua potabile è un diritto.

E’ possibile partecipare attivamente alla richiesta di acqua potabile e causa per il rimborso dell’acqua pagata pur essendo non potabile presso la sede UIL di Viterbo Corso Italia 68 1° piano tutti i mercoledì dalle ore 16,30 alle 18,30; presso la sede di Ronciglione via Resistenza 3 solo per appuntamento tel 3683065221.

assegno privacy

sopra uno degli assegni pagati dalla Talete a seguito della condanna subita, sul quale abbiamo oscurato per la privacy il nominativo della persona che lo ha riscosso.  

Coloro che diversamente vogliono soltanto presentare domanda di rimbroso all’ente gestore possono redigere la domanda predisposta qui sotto inviando copia anche al Comitato Acqua Potabile – ADUC Ronciglione in Via Resistenza 3 – 01037
Ronciglione VT o per email: comitatoacquapotabile@gmail.com

 

 

 

 

RICHIESTA DI RIMBORSO DEL 50% DELL’ACQUA PAGATA SEBBENE NON POTABILE

Data…………………………………..
raccomandata a/r

 

Al Sindaco del Comune di ………………………..…………………………..

Al Gestore dell’acquedotto di …….………………………………………

 

Il sottoscritto………………………………………………………………………………………………………………………………………..……….
Nato a …………………………………………il…………. Residente in ……………………………………………………………………………..
Via……………………………………………………………. N. …………………

 

VISTI

Direttiva CEE n. 80/778, D.P.R n.236/88 art.21 comma 1, D.L. n.66/89, art.13 provvedimento C.I.P. n.26/75 (Riduzione canone 50%)  .

CONSIDERATO

che da parte dello Stato, delle Regioni e dei Comuni è stata permessa nonché erogata dal gestore del servizio idrico integrato la distribuzione di acqua come potabile, contenente arsenico e/o altre sostanze dannose alla salute, come primo atto riservandosi ulteriori iniziativeriguardanti eventuali danni subiti,

 

CHIEDE

Il rimborso del 50% dell’acqua consumata, per gli anni pagati di cui alle cartelle esattoriali e ricevute allegate.

 

Allegati: Ricevute pagamento anni  ………………………………………

Fotocopia documento d’identità

 

Firmato

………………………………………………………………..

 

 

 

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A proposito di arsenico. L’approfondimento di Roberto Minervini

di Roberto Minervini – Resp. Scientifico di Accademia Kronos

– Bello!- ho subito pensato quando ho dato una prima lettura al lavoro del DEP (Dipartimento Epidemiologico della Regione Lazio) sulle conseguenze del “consumo” a basse dosi e per lunghi periodi di Arsenico presente nelle acque potabili. Lo studio sulle esposizioni alle basse minervini 12dosi e per lunghi periodi agli inquinanti è la “bestia nera” di tutte le indagini epidemiologiche.
Il problema è infatti quello di seguire migliaia di casi (persone) per un lungo periodo (40 anni in questo studio) e quindi avere alla fine dati statisticamente confrontabili e possibilmente certi. Lo studio il cui titolo ufficiale è: “Valutazione Epidemiologica degli effetti sulla salute in relazione alla contaminazione da arsenico nelle acque potabili” è un lavoro che si pone per documentazione, periodo valutato ed analisi, ai vertici europei di studi analoghi. E’ anche un lavoro “onesto” in quanto cita spesso i limiti oltre il quale gli analisti non sono riusciti ad andare per carenza d’informazioni. Uno studio quindi attendibile che ci riguarda da vicino anche se limitato ad un’area del viterbese che comprende numerosi comuni in area vulcanica e cronicamente quindi esposti ad Arsenico (come l’Orvietano) nell’acqua potabile e per altri usi.

Le dolenti note evidenziate nello studio sono purtroppo numerose “eccessi di mortalità si evidenziano in modo particolare per il tumore polmonare” e continua “ per le malattie del sistema circolatorio, le malattie respiratorie ed il diabete, con rischi anche due volte superiori a quelli di riferimento”. I dati di riferimento sono poi quelli di chi ha consumato per decenni, sia bevendola che cucinandoci, acqua con Arsenico all’interno della soglia prevista per legge dei 10 microgrammi/litro.
Tale soglia è però già ritenuta alta dalla UE e probabilmente verrà ridotta in un prossimo futuro. Quindi i dati di mortalità attribuibili all’Arsenico, molto preoccupanti di questo studio, lo sarebbero probabilmente molto di più se fossero confrontati con popolazioni che l’arsenico nell’acqua non ce l’hanno o ne hanno pochissimo. L’attuale limite di legge dei 10 microgrammi/litro è infatti un limite “intuito” come massimo sufficiente per non compromettere la salute di chi beve quell’acqua. Ma è anche un limite “politico” per consentire in aree, generalmente vulcaniche, di usufruire delle risorse idropotabili localmente disponibili.
Ricorderete il pastrocchio del 2010 quando la UE abbassò, per garantire la salute pubblica, i limiti di Arsenico nell’acqua da 20 a 10 microgrammi/litro ed Orvieto, Castel Giorgio e Castelviscardo risultarono ben fuori i limiti consentiti, ebbene oggi sappiamo, anche grazie a questo studio promosso dalla Regione Lazio, che i vecchi limiti erano assolutamente inadeguati e probabilmente lo sono anche i nuovi. Insomma l’Arsenico anche a piccole dosi (che aumentano nella cottura dei cibi per concentrazione) fa male! Non a caso infatti lo IARC (Agenzia Internazionale Ricerca sui Tumori) lo ha identificato come “cancerogeno di prima classe”.

L’indagine della Regione Lazio individua, anche altri effetti di tipo tumorale rilevati in studi più puntiformi effettuati da altri ricercatori che hanno rilevato danni da Arsenico di tipo cardiaco preclinico quali le placche carotidee, disfunzioni endoteliali e danni all’apparato respiratorio ed in particolare sulla BPCO (Broncopatia Cronica Ostruttiva). Grazie all’arsenico quindi ce n’è per tutti.

Dunque a questo punto la domanda è: questa l’analisi, ma che si può fare? Innanzitutto fare in modo che le Amministrazioni, locali e non, facciano la loro parte. Se il 28 Ottobre 2010 la UE (benedetta sia!) non ci avesse imposto la riduzione dei limiti da 20 a 10 microgrammi/ litro di Arsenico, rigettando così le ulteriori richieste di proroga che venivano dall’Italia, le acque potabili di Orvieto, Castel Giorgio e Castelviscardo avrebbero ancora acqua di rubinetto ben arsenicata.
Questo per quanto riguarda l’Umbria, oltre a circa altri duecento comuni sparsi per l’Italia. Quindi come al solito la risposta è: ESSERE INFORMATI. Anche il miglior amministratore del mondo va seguito nel suo operato e, se è realmente bravo, ne è anche contento. Su queste tematiche così importanti c’è spesso la tendenza a minimizzare i problemi e meno male che nel nostro amato Paese ci sono sempre più associazioni, comitati e organizzazioni realmente indipendenti che si fanno carico di informare le cittadinanze su queste tematiche.

Gruppi organizzati e consapevoli che i loro detrattori amano definire i “Signori del no”, e non si rendono conto che vivono solo il presente senza chiedersi mai dove stiamo e dove stiamo andando, dei “fatalisti” fautori di un progresso incontrollato, indifferenti alle sue conseguenze in costi sanitari, vite umane e irreversibili danni ambientali. Gente che ha figli e nipoti e che non vede che è sempre più difficile trovare un bambino o un ragazzo che non abbia un’allergia, un’asma, un’intolleranza al cibo.
Un vero peccato che una specie così intelligente e tanto “superiore” e dominante come la nostra non riesca che a vivere il presente, così come fanno tutti gli altri animali. “Però la vita media è comunque aumentata” a questo punto obietta sempre qualcuno. Beh, sembra che non sia più vero neanche questo, almeno per il nostro Paese e stando alle statistiche ufficiali, dato che dal 2015 c’è stata la prima inversione di tendenza in quanto l’aspettativa di vita si è ridotta di qualche decimale rispetto al 2014. E’ l’inizio di una inversione di tendenza? Stiamo per entrare in un nuovo ciclo di vulnerabilità sanitaria? I nostri moderni stili di vita stanno “infiacchendo” il nostro fisico esponendoci ai tanti e non prevedibili “attacchi” della chimica che ci pervade dai cibi, alle bevande, all’agricoltura, all’aria che respiriamo e a tutto il resto?

Sono solo alcune delle tante domande possibili ed a cui saranno in grado di dare risposte solo i nostri nipoti, nel frattempo suggerisco, come minimo (ma non è poco e non è facile), di mangiare sano e di bere acqua pulita… Ah! Scusate, dimenticavo: ricordatevi di non mangiare il pesce pescato nel Paglia (come da ordinanza del Comune di Orvieto), è pieno di mercurio che viene dalle attività industriali sul Monte Amiata …. ma questa è già un’altra storia.

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Acqua potabile dall’umidità grazie a Warka Water

warka water Acqua potabile dall’umidità grazie a Warka Water è un sogno possibile e realizzabile, è un progetto di due architetti coraggiosi, ingegnosi e visionari che a furia di guardare lontano sono arrivati in Africa con una soluzione pratica al problema dalla mancanza di fonti di acqua sicure e accessibili. Aiutando le popolazioni anche su altri fronti. C’è anche una campagna di crowdfunding per accompagnarli in questa avventura.

Warka Water: di cosa si tratta

Quella battezzata Warka Water è una struttura in bambù alta poco più di una decina metri ma in grado di produrre fino a 100 litri di acqua al giorno sfruttando il fenomeno della condensazione dell’aria. Si tratta quindi di una vera e propria torre di raccolta dell’acqua, reticolare, a maglia triangolare, realizzata in bambù, un materiale naturale per giunta facilmente reperibile.

Warka Water è semplice e pesa solo 80 kg, così da poter essere costruita dagli abitanti dei villaggi che la ospitano traendone beneficio. Un gruppo di 7 o 8 persone può impegnarsi nell’impilare i 5 moduli che la compongono senza dover utilizzare complicati dispositivi e mezzi da cantiere edile. All’interno di questa torre di bambù si nasconde una rete di polietilene tessile, un particolare tessuto totalmente riciclabile che si mostra in grado di raccogliere l’acqua potabile dell’aria tramite condensazione.

Infatti è questo il “segreto” di Warka Water: non si limita guardare e la pioggia che cade, immagazzinandola, ma si da da fare e “cattura” le particelle d’acqua preti nell’atmosfera. Detto in parole semplici, sa trasformare in acqua potabile nebbia, rugiada e umidità.

image: http://www.ideegreen.it/wp-content/uploads/2016/07/warka-water-3.jpg

warka water Warka Water: obiettivo

E’ stato lo studio italiano “Architecture and vision” a pensare a questa intelligente struttura e lo ha fatto pensando di poter far sì che nei Paesi dove le fonti d’acqua disponibile sono poco sane o distanti, ci potesse essere acqua potabile a disposizione degli abitanti.

L’idea è di spingersi ad aiutare anche in paesi come India e Colombia, e via via dove c’è bisogno, per ora Warka Water è si sta occupando di una terra come l’Etiopia che di acqua ne ha certamente bisogno. In questa zona donne e bambini soprattutto, si trovano a percorrere lunghi tragitti per accedere a fonti di acqua neanche sempre sicure al 100% visto l’uso anche da parte del bestiame.

Il progetto Warka Water sembra la soluzione ottimale ed effettivamente calza a pennello per quella che è la situazione attuale di questo paese, ma servono i fondi, i fondi e la volontà di tutti quelli che alzano lo sguardo e aprendo il rubinetto non sene lavano le mani dei problemi di chi abita altrove. C’è infatti una campagna di crowdfunding attiva.

image: http://www.ideegreen.it/wp-content/uploads/2016/07/warka-water-2.jpg

warka water Warka Water: il progetto

I due ideatori di questa torre dispensatrice d’acqua sono Arturo Vittori e Andreas Vogler, architetti dello studio Architecture and Vision che con il sostegno del Centro Italiano di Cultura di Addis Abeba e la EiABC (Ethiopian Institute of Architecture, Building Construction and City Development) hanno sviluppato e portato avanti, il progetto Warka Water. Un riconoscimento -non l’unico – è arrivato anche dalla Biennale di Architettura di Venezia dove ha esordito nel 2012.

image: http://www.ideegreen.it/wp-content/uploads/2016/07/warka-water-1.jpg

warka water Warka Water: significato

Compreso di cosa si tratta, a cosa serve e chi c’è sotto a questa bella idea, possiamo permetterci di toglierci la curiosità più frivola che riguarda l’origine del suo nome. “Warka” deriva dalla lingua etiope e indica l’albero di fico, una pianta piuttosto grande e soprattutto simbolo di fecondità e abbondanza. Proprio ciò che Warka Water vuole portare.

Per maggiori informazioni puoi visitare il sito ufficiale di Warka Water

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Pubblicato da Marta Abbà il 31 luglio 2016

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Ai Sindaci di Caprarola e Ronciglione altri rappresentanti delle istituzioni. Lago di Vico: Occorre informare i cittadini sulle ordinanze di non balneabilità

aics ambiente

2016.06.07
Al           Sindaco di Caprarola
Sindaco di Ronciglione
Procuratore della Repubblica  viterbo                                                                                                                                                 Prefetto Provincia Viterbo
Ministro della Salute
Ministro dell’Ambiente
Presidente Regione Lazio
Presidente Commissione Ambiente Regione Lazio
Assessore Sanità Regione Lazio
Assessore Ambiente Regione Lazio
Presidente Provincia di Viterbo
Presidente Comunità Montana dei Cimini
Commissario Ente Riserva naturale Lago di Vico
Carabinieri NOE
Carabinieri NAS Viterbo
e p.c.     Associazioni ambientaliste e dei consumatori                                                                                                                                   Informazione

 

Egregi Sindaci, egregi Signori,
abbiamo constatato che a seguito della richiesta dell’ARPA del 20 maggio 2016 sono state dai Sindaci di Caprarola e Ronciglione emesse ordinanze di non balneabilità per il lago di Vico.

Abbiamo anche verificato che l’ordinanza n 8 del 25 maggio 2016 (all 1) a firma del Sindaco di Caprarola, è stata emessa dopo ben 5 giorni dalla richiesta dell’ARPA, riguarda tutto il versante di Caprarola del lago di Vico, ed è stata regolarmente pubblicata sul sito del Comune di Caprarola. Purtroppo nel dispositivo non viene dato incarico alle forze dell’ordine, né ai vigili locali, né alle guardie dell’Ente Riserva naturale del Lago di Vico, di vigilare per la sua osservanza. Inoltre, ancora oggi 07 giugno 2016, nessun cartello riportante il divieto di  balneazione è stato apposto presso la riva del lago, in particolare nel tratto La Bella Venere. Riteniamo tale dimenticanza grave perché non informa i cittadini sulla non balneabilità, anche perché nella stessa spiaggia ancora è presente un cartello con una ordinanza sindacale del 2011 che informa sulla balneabilità del lago. Alleghiamo alcune fotografie scattate presso La Bella Venere dove sono visibili bagnanti fra cui molti bambini e dove è ben visibile una schiuma bianca nel lago e  alcune fotografie riportanti ancora ben visibile l’ordinanza di balneabilità del 2011 (all da 2 a 16).

Abbiamo altresì verificato che l’ordinanza del Comune di Ronciglione n. 75 del 26 maggio 2016 (all 17), è stata emessa dopo ben 6 giorni dalla comunicazione dell’ARPA, riguarda un tratto del lago di Vico località Arenari tra la Scaletta e Riva Fiorita. Anche questa ordinanza regolarmente pubblicata sul sito del Comune nel dispositivo non chiede alle forze dell’ordine, né alle guardie della Riserva del Lago di vigilare per il suo rispetto. Sono stati apposti fogli volanti legati con un cordino ai corrimano in legno riportanti in fotocopia l’ordinanza. Quasi tutti i fogli sono spariti e ciò chiaramente non garantisce la giusta informazione a  cittadini e turisti che inconsapevoli dell’ordinanza di non balneabilità si bagnano nel lago. Alleghiamo una foto scattata in prossimità della spiaggia Riva Fiorita dalla quale è visibile una bambina che si bagna nelle acque del lago e foto scattate in vari giorni che evidenziano la schiuma bianca e striature rossastre oleose su questa riva (all da 18 a 26).

Chiediamo  ai Sindaci di Caprarola e Ronciglione di adoperarsi per la tutela della salute dei cittadini, facendo installare cartelli difficilmente asportabili di non balneabilità e invitando le forze dell’ordine e e di polizia comunale alla vigilanza.

Chiediamo ai responsabili delle istituzioni in indirizzo di adoperarsi ognuno per la propria competenza affinché siano rispettate legalità, informazione dei cittadini salute della gente.

Raimondo Chiricozzi
ASSOCIAZIONE ITALIANA CULTURA E SPORT – COMITATO PROVINCIALE VITERBO
Tel. 0761652027- 3683065221 – 3894440387 Email: viterbo@aics.it  www.cafevirtuel.it
sede Via Valle Piatta 9 – 01100 Viterbo – sede legale Via Resistenza 3 – 01037 Ronciglione VT

 

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