Emergenza arsenico. Accolto dal Governo Odg del senatore Santangelo (M5S)

Mercoledì 07 Agosto 2013

L’arsenico è classificato dall’Agenzia internazionale di ricerca sul cancro (I.A.R.C.), elemento cancerogeno certo di classe 1 e posto in diretta correlazione con molte patologie oncologiche e in particolare con il tumore del polmone, della vescica, del rene e della cute; una consistente documentazione scientifica lo correla anche ai tumori del fegato e del colon.

L’assunzione cronica di questo elemento, è indicata anche quale responsabile di patologie cardiovascolari; neurologiche; diabete di tipo 2; lesioni cutanee; disturbi respiratori; disturbi della sfera riproduttiva e malattie ematologiche”. Fino ad oggi molti comuni italiani, si sono ritrovati nell’acqua destinata “a uso umano” la presenza di arsenico, boro, fluoro, nitrati, con parametri non in regola alla direttiva emanata dalla comunità europea e della normativa italiana vigente. La salute dei cittadini viene prima di ogni altra cosa, quindi, nella fase di approvazione e conversione in legge del decreto legge 4 giugno 2013 n. 63, recante disposizioni urgenti per il recepimento della Direttiva 2010/31/UE del Parlamento europeo e del Consiglio del 19 maggio 2010, e vista la situazione descritta e le ricadute dannose per la salute a seguito dell’introduzione nell’organismo di arsenico, fluoro e boro in quantità maggiori a quelli stabiliti per legge, il Senatore Vincenzo Santangelo del Movimento 5 Stelle, a tutela della salute umana, in data 1 agosto scorso, vista la scarsa attenzione del Governo al recepimento della direttiva europea, ha presentato l’O.d.G. G15.3 che è stato accolto dal Governo. L’O.dG. impegna il Governo a valutare l’opportunità di considerare, ai fini della definizione delle misure e degli incentivi per l’installazione di impianti di depurazione delle acque da contaminazione di arsenico, anche il superamento dei valori limite per il boro e il fluoruro fissati dalla parte B dell’allegato I del decreto legislativo 2 febbraio 2001, n. 31, di recepimento della direttiva 98/83/CE. La necessità è quella di agire urgentemente per garantire acque dearsenificate e salubri alle popolazioni nel rispetto del diritto alla salute, come sancito dall’articolo 32 della Carta costituzionale e dalle vigenti disposizioni di legge.

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