Berlino, l’acqua potabile torna pubblica

Il Comune riacquisterà la quota ceduta a Veolia per 650 milioni di euro.

di Pierluigi Mennitti

da Berlino

L'acqua potabile a Berlino tornerà al 100% in mani pubbliche.L’acqua potabile a Berlino tornerà al 100% in mani pubbliche.

Berlino viaggia in controtendenza e il Senato cittadino ha pianificato il ritorno della società che eroga l’acqua potabile in mani pubbliche. L’ultimo tassello potrebbe essere messo a posto entro la fine del 2013, con il riacquisto del 24,9% della quota ancora in possesso della società francese Veolia per una somma attorno ai 650 milioni di euro, comprensiva del valore delle azioni (590 milioni) e delle compensazioni per i profitti dell’anno in corso e i tassi d’interesse (60 milioni). L’acquisizione avrà infatti valore retroattivo a partire dal primo gennaio 2013.
SPESA AMMORTIZZATA IN 30 ANNI. Un investimento conveniente secondo il ministro delle Finanze cittadino Ulrich Nußbaum, che prevede di ammortizzare i costi di spesa nell’arco di 30 anni contando sui profitti incassati finora dalla holding composta dal Comune e dalle due società private.
Sarà così un’amministrazione targata Spd-Cdu a restituire la proprietà dell’acqua ai berlinesi dopo che 14 anni fa un’analoga amministrazione aveva privatizzato metà della società, cedendo due quote del 24,9% ciascuna rispettivamente alla francese Veolia e alla tedesca Rwe.
CESSIONE DA 1,69 MLD DI EURO. Erano i tempi in cui Berlino scivolava verso la bancarotta sotto la montagna di debiti che, di lì a qualche anno, provocò la caduta della Giunta, le dimissioni dell’allora borgomastro democristiano e l’ascesa di Klaus Wowereit, il sindaco che da quel momento non ha più abbandonato il posto di primo cittadino. Ed erano anche i tempi in cui le privatizzazioni andavano di moda: il prezzo di quella vendita fu di 3,3 miliardi di marchi, pari a 1,69 miliardi di euro.
A VEOLIA 650 MILIONI. La cifra di 650 milioni su cui città e Veolia si sono ora accordate supererebbe di poco quella già spesa lo scorso anno dal Senato per rilevare la quota di Rwe, che era stata di 618 milioni di euro: oggi Berlino detiene già il 75% dell’azienda che distribuisce l’acqua, manca un solo passaggio per completare il progetto di riacquisizione. «Si tratta solo di un pre-accordo», ha detto Nußbaum alla Berliner Morgenpost, «i dettagli dovranno essere sbrogliati nei prossimi mesi. Abbiamo tempo sino alla fine dell’anno per giungere alle firme».
Oltre al Senato (così è chiamato a Berlino il consiglio dei ministri cittadino dal momento che l’amministrazione cittadina ha un ruolo paragonabile a un consiglio regionale), dovranno dare il loro assenso il parlamentino berlinese e il consiglio di amministrazione della società francese.
INVESTIMENTO STRATEGICO. Secondo il tesoriere di Berlino, il ritorno in mani pubbliche di un’azienda strategica come quella idrica non è legato alla questione del costo dell’acqua (che infatti non calerà, visto che i calcoli sull’ammortamento sono fatti su quanto le due aziende private hanno guadagnato in 14 anni di servizio) ma a una visione di più ampio respiro: «Dell’acqua avranno bisogno molte generazioni di berlinesi dopo di noi», ha detto ancora alla Berliner Morgenpost, «e un investimento a lunga scadenza come questo si prospetta favorevole anche da un punto di vista economico. In più il pubblico si riappropria di un segmento strategico del servizio pubblico».
LA POLEMICA E IL REFERENDUM. Sull’acqua pubblica si era scatenata a Berlino una lunga polemica, incentrata soprattutto sugli alti costi del servizio che i cittadini si ritrovavano sulla bolletta da pagare. In molti davano la responsabilità proprio alla privatizzazione effettuata tre lustri fa. Nel 2011 i berlinesi imposero con un referendum la pubblicizzazione del contratto stipulato dal comune con Rwe e Veolia e da quel momento l’amministrazione avviò le trattative per la riacquisizione.
L’OPPOSIZIONE DEL TAVOLO DELL’ACQUA. Ma alla soddisfazione per l’accordo espressa da Nußbaum e dall’amministratore delegato di Veolia non ha fatto riscontro una calorosa accoglienza da parte del Berliner Wassertisch (letteralmente, il tavolo dell’acqua), un cartello che unisce diverse sigle, organizzazioni e partiti che negli anni scorsi hanno condotto la battaglia per la statalizzazione della società idrica. «Le critiche riguardano soprattutto il costo ritenuto troppo elevato dell’acquisizione», ha scritto lo Spiegel, «e le preoccupazioni che il costo finale dell’acqua all’utente non diminuirà in futuro». Cosa assai probabile: il business plan che il comune ha elaborato per l’ammortamento dovrebbe escludere ritocchi al ribasso nei prossimi anni.

Mercoledì, 11 Settembre 2013

 

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