Arce, alte quantità d’arsenico nell’acqua: il Comune ne vieta l’utilizzo e sollecita l’Acea Ato 5

da ciociariaquotidiano.it

Le amministrazioni serie, che hanno a cuore la salute dei cittadini, non appena sono stati superati i limiti consentiti hanno rifornito la popolazione con le autobotti. Perché nella provincia di Viterbo i nostri bravi sindaci non hanno inteso farlo e hanno sminuito e ancora sminuiscono la gravità del problema?  RC

Arce, alte quantità d'arsenico nell'acqua: il Comune ne vieta l'utilizzo e sollecita l'Acea Ato 5

Acqua all’arsenico ad Arce, il Comune ne vieta l’utilizzo.

Una quantità d’arsenico oltre i limiti di legge (11 microgrammi per litro) è stata riscontrata nelle acque erogate nella fontana di Arce in piazza Sant’Antonio. Per questo l’Amministrazione ha temporaneamente vietato l’utilizzo di acqua ai cittadini, per evitare eventuali rischi per la salute. Entro 48 ore dalla notifica dell’ordinananza all’Acea Ato 5 (emanata ieri) è stato richiesto di effettuare tutte le operazioni necessarie per il ripristino dell’erogazione dell’acqua conformemente ai parametri di legge.

Fino ad allora i cittadini sono impossibilitati a usare l’acqua per l’igiene personale qualora richieda l’ingestione della stessa, per il lavaggio e preparazione dei cibi. Lo stesso divieto riguarda le imprese alimentari.

Il divieto viegrà fino a quando non verrà riportata alla normalità la quantità d’arsenico consentita dalla legge. E nel frattempo il Comune ha richiesto di provvedere ai bisogni della cittadinanza attraverso autobotti e con la distribuzione di bottiglie presso gli istituti scolastici.

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