Acqua, il Tar sospende gli aumenti Accolta la richiesta presentata da quattro comuni viterbesi

10/12/2016 – 14:14

SAN LORENZO NUOVO – Il Tar Lazio, sez. I quater, con l’ordinanza n. 7904 del 9 dicembre 2016, ha accolto la richiesta di sospensione, avanzata dai comuni San Lorenzo Nuovo, Capodimonte, Ischia di Castro e Latera, dell’atto di indirizzo n. 74 del 29 luglio 2016 assunto dalla Conferenza dei Sindaci dell’Ente d’Ambito con il quale, lo si ricorda, la medesima Conferenza ha autorizzato la società Talete ad aumentare di € 0,21 il costo per la fornitura dell’acqua all’ingrosso, portandolo da € 0,48 a € 0,69.

da Viterbonews24

Avverso tale provvedimento, che ha portata retroattiva, non si è fatta attendere la replica dei Sindaci dei 4 comuni sopra citati che si sono rivolti al Tar, per il tramite degli avvocati Angelo Annibali, Marco Orlando e Andrea Ruffini dello Studio Legale AOR Avvocati di Roma, chiedendone prima la sospensione e poi l’annullamento.

E la risposta del Tar, come visto, per ora è stata positiva. All’esito dell’udienza del 7 dicembre, infatti, i Giudici Capitolini hanno ritenuto di sospendere il provvedimento impugnato e, al contempo, hanno fissato l’udienza di merito per il prossimo 14 marzo 2017. Pacata soddisfazione da parte del sindaco di San Lorenzo Nuovo, Massimo Bambini che sin dalla comunicazione dell’atto d’indirizzo si è fatto promotore per contrastare questo nuovo ed elevato aumento nella fornitura dell’acqua all’ingrosso, che rischia di creare effetti disastrosi per i bilanci dei Comuni interessati e di conseguenza per le tasche dei cittadini. ”Non abbiamo concordato né nel metodo, né nel merito della decisioni assunte dalla Conferenza dei Sindaci con l’atto di indirizzo 74/2016 – afferma Bambini –. Da un lato è stata autorizzata Talete, senza una compiuta istruttoria da parte di quest’ultima all’incremento di ulteriori € 0,21 al mc della tariffa per la fornitura di acqua all’ingrosso portandola con effetto retroattivo da € 0,48 a € 0,69 in virtù dei maggiori costi che quest’ultima sopporterebbe a titolo di spese per la gestione degli impianti di potabilizzazione Arsenico e Fluoruri. Dall’altro, nel medesimo provvedimento, la Conferenza ha inspiegabilmente ritenuto di non applicare ai Comuni non aderenti a Talete, i finanziamenti erogati dalla Regione Lazio per la gestione degli impianti di dearsenificazione, realizzati dall’Ente regionale nella Tuscia. Come se nella Provincia di Viterbo ci fossero cittadini di seria A e cittadini di serie B”. Il Sindaco Bambini entra poi nel merito per evidenziare le criticità del provvedimento impugnato: ”Abbiamo depositato un articolato ricorso dove contestiamo alla Conferenza l’aver deliberato l’aumento della tariffa per la fornitura dell’acqua all’ingrosso, senza considerare i finanziamenti erogati dalla Regione in favore di Talete per la gestione degli impianti di potabilizzazione realizzati nella Tuscia: Finanziamenti che sono pari a circa 15.000.000,00 di euro per il triennio 2016-2018 e che, a nostro parere, devono servire per abbattere il costo di gestione degli impianti di dearsenificazione e, di conseguenza, evitare aumenti della tariffa per la fornitura dell’acqua all’ingrosso”.

”Altro aspetto da non sottovalutare – continua Bambini – è che secondo noi vi è un palese difetto di istruttoria e di motivazione che inficia e travolge l’atto di indirizzo con cui la Conferenza ha autorizzato l’aumento tariffario per la fornitura dell’acqua all’ingrosso. È evidente, infatti, come la Conferenza si sia limitata esclusivamente ad avallare dati e parametri forniti dalla Talete, a giustificazione dell’aumento, senza alcun vaglio ed analisi critica degli stessi; parametri che a nostro giudizio, senza voler, in questo ambito, entrare nel merito, non sembrano essere corretti”.

”Vedremo comunque cosa ci dirà il Tar a marzo – conclude il Sindaco Bambini- ma già aver ottenuto la sospensione del provvedimento per noi è un grande risultato, soprattutto in considerazione del fatto che il predetto Tar ritiene che le questioni proposte con il ricorso meritino un approfondimento”.

Soddisfazione, unita alla prudenza per la fase in cui si trova il giudizio, è stata espressa anche dall’avvocato Angelo Annibali dello Studio AOR Avvocati di Roma che sta seguendo il giudizio innanzi al Tar Lazio: ”Pur se consapevoli sin dall’inizio che la battaglia legale intrapresa era complessa, tuttavia abbiamo verificato che le tesi da noi sostenute hanno mostrato un particolare interesse da parte del Collegio anche in questa fase cautelare del giudizio, tanto da ottenere sia la sospensione del provvedimento al fine lasciare, per usare le parole dei Giudici, ”la resa adhuc integra”, sia la fissazione dell’udienza di merito tra soli 4 mesi. Un tempo veramente record considerati i ruoli del Tar. A dimostrazione che i Giudici hanno intenzione di chiudere in fretta la vicenda. Restiamo cauti, trattandosi di un’ordinanza cautelare, ma al contempo fiduciosi”.

 

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