Acqua all’arsenico a Viterbo. L’Unione europea lancia l’ultimatum all’Italia. La Cassazione a sezioni unite da ragione al Comitato acqua potabile


  • Finalmente la commissione europea ha deciso di prendere in mano la situazione dell’acqua all’arsenico che viene distribuita nonostante una direttiva europea del 1998 obligava i paesi membri dell’Europa alla soluzione del problema della distrivìbuzione di acqua avvelenata ai cittadini . L’Italia ha recepito la diretiva europea con la legge 31 del 2001 e si è presa cinque anni per adempiere all’obbligo di non distribuire più acqua avvelenata. Da cnque anni in cinque anni e poi altri anni ancora non è stata trovata la soluzione. La commissaria all’emergenza presidente della Regione Lazio Renata Polverini fece la scelta di dotare i Comuni con arsenico superiore ai 20 microgrammi e poi quelli con arsenico superiore ai 5 microgrammi di costosi dearsenificatori con l’obbligo di servirsi dalla stessa ditta di softawere e di filtri, cui la Regione elargì soldi a palate. Mai scelta fu più errata per il viterbese. Antieconomica più che mai ora che i filtri e il software debbono essere pagati dai gestori del SII. Meglio sarebbe stato aver immediatamente pensato e affrontato la costruzione di acquedotti captando l’acqua buona dove esisteva e cioè il Peschiera. Altra scelta errata quella della costruzione di filtri e dearsenificatori per i Comuni di Ronciglione e Caprarola che captano acqua dal lago di Vico inquinato , dall’alga rossa o planktothrix rubescens, che come noto rilascia cellule cancerogene . Però pagando “pantalone” a costi che a noi sembrano esagerati tutto è stato possibile e l’acqua potabile ancora non si beve.
  • Fa piacere sentire e ascoltare ora partiti e movimenti politici che consapevolmente hanno compreso l’importanza di “concedere” questo diritto ai cittadini. Il comitato acqua potabile ha portato avanti assumendosene la piena responsabilià con esborso di denaro dalle tasche degli aderenti la battaglia fin da subito. Siamo stati additati come attentatori dello sviluppo perchè accanto alla rivendicazione del diritto all’acqua potabile abbiamo anche richiesto a gran voce anche con esposti e deniunce alla magistratura il disnquinamento del lago e l’abbandono della presa di acqua dallo stesso. Abbiamo avuto ragione e non lo abbiamo fatto per ottenere voti dai cittadini ma per amore dei cittadini . La Commissione europea ( per fortuna ancora siamo in Europa ) minaccia il deferimento alla corte di Giustiza e concede due mesi di tempo. Cosa potranno fare mai in due mesi è tutto da vedere. Spetta ai governanti risolvere il problema sottovalutato per anni. Per anni siamo stati avvelenati ora l’Europa dice basta. Siamo soddisfatti anche perchè quei pochi o tanti cittadini che hanno appoggiato la nostra iniziativa potranno ricevere quanto hanno stabilito e stabiliranno i giudici. L’avvocato Riccardo Catini Infatti ci ha comunicato che il Comitato acqua potabile ha vinto le cause portate addirittura dal comitato e dagli avvocati dello stesso in Cassazione. E’ una vittoria di civiltà, che gli avvocati hanno ottenuto sostenendo anche le spese per i ricorsi, dato che il tribunale di Viterbo in appello promosso dalla Telete e da altri gestori del SII, aveva sentenziato sfarevolmente.
  • Ora occorre che si distribuisca acqua potabile. Ora occorre pensare al disinquinamento del lago e ad evitare che in esso vengano sversati apporti inquinanti . Finalmente l’Europa e la Giustizia italiana ci hanno dato piemamente ragione. E’ la vittoria di tutti i cittadini che ci hanno appoggiato anche contro le calunnie, le diffamazioni e le minacce che abbiamo dovuto subire, solo per aver esercitato il nostro diritto-dovere di cittadini e non sudditi. Raimondo Chiricozzi

ROMA Giovedì, 24 gennaio 2019 – 15:07:00

sotto l’articolo tratto da affari italiani clicca qui  dopo l’articolo la sentenza della Cassazione sull’acqua

Se in due mesi non si rimedierà alla questione, la Commissione europea potrà deferire l’Italia alla Corte di giustizia dell’Ue

Acqua all'arsenico a Viterbo. L'Unione europea lancia l'ultimatum all'Italia

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Tracce di arsenico e fluoruro nell’acqua potabile nel viterbese. L’Unione europea lancia un ultimatum all’Italia: due mesi di tempo per rimediare alla questione.

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