LAGO DI BOLSENA-LAGO DI VICO-NOCCIOLICOLTURA

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LAGO DI BOLSENA – LAGO DI VICO – NOCCIOLICOLTURA
                                                             
                                                               Alle Istituzioni in indirizzo
                                    alla stampa
05 aprile 2019
E’ ormai chiara a tutti la necessità della preservazione dell’ambiente.
La giovanissima Greta Thunberg, a Katowice in Polonia, a dicembre del 2018, partecipando alla Conferenza sul clima (COP24), un importante momento decisionale della Convenzione quadro delle Nazioni Unite sul cambiamento climatico, ha scosso, con le sue parole, fortemente la politica e l’opinione pubblica.
Seguendo le indicazioni di Greta, migliaia di giovani, in circa 50 nazioni e in molte città italiane, con una grande marcia, hanno dato voce alla protesta pacifica e posto all’attenzione la necessità di non perdere più tempo.
Sono giovani che riflettono sul futuro dell’umanità e indicano la strada da percorrere per salvare il pianeta e tutelare la salute di tutti gli esseri viventi.
Anche nel viterbese, grazie alle decise esternazioni della regista Alice Rohrwacher,  è tornata visibile la difficoltà di coniugare difesa dell’ambiente e della salute con le pratiche agronomiche della nocciolicoltura, che addirittura si vorrebbe estendere in tutto il viterbese ed anche nella conca del lago di Bolsena.
I risultati non si sono fatti attendere e dal Convegno di Orvieto è iniziata una vera e propria lotta volta ad  ostacolare la messa a dimora di alberi di nocciolo.
Netta posizione contraria alla diffusione della monocoltura del nocciolo, che richiede trattamenti inquinanti, è stata già espressa da quasi tutti i sindaci dei paesi il cui territorio è compreso nella conca del lago di Bolsena, con dichiarazioni che lasciano il segno.  Infatti dicono di non volere, per il lago di Bolsena, la stessa  fine subita dal lago di Vico.
Tutta la conca del lago di Vico, Riserva naturale, ora divenuta Parco, è tutelata da una infinità di leggi, che però sono solo sulla carta e non hanno impedito il progredire dell’eutrofizzazione e l’avanzamento dell’inquinamento, tanto da temere che la sua morte sia sempre più vicina. Eppure c’è chi ancora nega l’evidenza;  nega  l’esistenza stessa dell’inquinamento; nega che questo sia stato determinato in gran parte dai sistemi di coltivazione usati nella conca del lago, nonostante una infinità di studi scientifici lo dimostrino.
Desideriamo ringraziare chi ha nuovamente posto all’attenzione i fatti, la regista Alice Rohrwacher per prima e i sindaci del lago di Bolsena che hanno manifestato contrarietà alla messa a dimora degli alberi di nocciolo. Li ringraziamo perché ci fanno ritornare sull’argomento lago di Vico e acqua distribuita nelle case dei cittadini di Ronciglione e Caprarola. I filtri istallati dai due Comuni sono costati una enormità alla collettività e nonostante ciò ancora non distribuiscono acqua potabile, perché non riescono ad eliminare le microcistine cancerogene che hanno preso possesso del lago.
Da tempo chiediamo assieme ad altre associazioni e ai Medici per l’Ambiente che non venga più distribuita acqua del lago di Vico.
Occorre trovare alternative a questa non escluso l’utilizzo di autobotti con acqua potabile.
Occorre pensare al risanamento del lago. Anche in questo campo ci sono tanti studi e progetti che potrebbero  dare i risultati sperati.
Occorre inoltre eliminare l’apporto di inquinanti alle acque del lago.
Per far ciò è necessaria una netta inversione delle scelte politiche, inevitabile per tutelare veramente flora e fauna e la salute di uomini, gravemente compromessa, come dimostrato da tantissimi studi e dati statistici  e rilevamenti che si  susseguono da anni.
E’ questa la richiesta che ci sentiamo in dovere di presentare ancora una volta alle istituzioni comunali , provinciali regionali e statali, compreso il Prefetto di Viterbo che ha in mente di istituire un tavolo per affrontare il problema.  
Abbiamo più volte esposto queste considerazioni.
In particolare riteniamo necessario che la Regione Lazio prenda in considerazione la necessità di rivedere, migliorandola, la deliberazione n 539 del 2/11/2012, presa in attuazione della DGR n 5817 del 14/12/1999. Proprio grazie alla stessa deliberazione n.539 del 2 novembre 2012, anziché la tutela del lago, si è verificata la scappatoia che permette ancora oggi l’uso di pesticidi e fertilizzanti a danno dell’ambiente e della salute, in primis degli stessi agricoltori.
Il Piano di Utilizzazione Aziendale redatto dal Comune di Caprarola e approvato anche dal Comune di Ronciglione per tutti gli agricoltori, obbligati dalla stessa legge a dotarsene, non ha risolto il problema.
Chiediamo alle istituzioni in indirizzo di cancellare definitivamente  il paragrafo 6/3 di questa delibera  e cioè la possibilità di concimare, fertilizzare e usare i pesticidi, atti permessi grazie alla realizzazione dei PUA. Tutto ciò perché in contrapposizione con lo spirito della stessa legge che individua tutto il bacino idrografico come area di salvaguardia per la captazione dell’ acqua.
                                                                              Raimondo Chiricozzi      
Allegato: lettera al Prefetto

                                                                                                             Al Prefetto di Viterbo Dott. Giovanni Bruno                                                                                                               E p.c. alle Associazioni  e organizzazioni in indirizzo

Oggetto: Richiesta
Data: 30 marzo 2019

                Egregio Prefetto Dott. Giovanni Bruno,

ho appreso con soddisfazione dalla stampa la sua volontà di istituire presso la Prefettura di Viterbo un tavolo che discuta la problematica dell’uso dei prodotti in agricoltura nella nostra provincia per giungere alla definizione di un uso equilibrato degli stessi.

La stampa non chiarisce bene le organizzazioni che saranno chiamate a farne parte e il livello delle stesse se nazionale o provinciale.

Il territorio viterbese come lei ben sa è interessato da queste pratiche agronomiche e rispetto questa problematiche ci sono associazioni ambientaliste, come le nostre e istituzioni che s‘interessano da tempo immemorabile del problema.  

Sono pertanto a chiederle, per quanto di mia competenza, essendo membro della commissione ambiente nazionale  AICS, presidente del Comitato provinciale AICS e del Comitato acqua potabile, di valutare l’opportunità dell’inserimento nel tavolo che sta per istituire di esperti nella materia da noi indicati e dalle associazioni ambientaliste,  organizzazioni e istituzioni sanitarie, che vorranno farne parte.

Tutto ciò per contribuire alla definizione di un rapporto corretto tra ambiente, agricoltura e salute dei cittadini e in primis degli stessi agricoltori.

                Distinti saluti

                                                                                                                             Raimondo Chiricozzi

ASSOCIAZIONE ITALIANA CULTURA E SPORT – COMITATO PROVINCIALE VITERBO
COMITATO ACQUA POTABILE
Email: viterbo@aics.it  comitato.acqua.potabile@gmail.com
Via Resistenza 3 – 01037 Ronciglione VT  Tel 0761652027 – 3683065221

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One Response to LAGO DI BOLSENA-LAGO DI VICO-NOCCIOLICOLTURA

  1. Riccardo says:

    Purtroppo siamo tutti ciechi avanti ad una realtà che presto, se non cambieremo il nostro modo di vivere, ci sovrasterà. La Natura è madre ma ha anche una forza inimmaginabile. Purtroppo poi, la madre degli stolti è sempre incinta.

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