L’europarlamentare Niccolò Rinaldi ha presentato una interrogazione urgente per rigettare il decreto interministeriale che permetterrebbe se approvato continuare a fra bere acqua avvelenata agli italiani

L’europarlamentare Niccolò Rinaldi ha presentato una interrogazione urgente al Presidente della Commissione europea affinché sia rigettato uno schema di decreto interministeriale che, se approvato, consentirebbe l’erogazione in Italia di acque ad uso umano inquinate da sostanze tossiche e cancerogene come cianobatteri e relative microcistine

L’europarlamentare Niccolò Rinaldi  ha depositato  una interrogazione urgente al Presidente della Commissione europea in sostegno alle Osservazioni presentate dall’Associazione italiana medici per l’ambiente – Isde (International Society of Doctors for the Environment ) in opposizione ad uno schema di decreto interministeriale che propone l’introduzione di alcune modifiche al Decreto Legislativo 31/2001 relativamente ai requisiti di potabilità (notification number 2012/0534/I – C50A, title “Schema di decreto interministeriale per l’introduzione, nell’allegato I, parte B, del decreto legislativo 2 febbraio 2001 n. 31, del parametro “Microcistina-LR” e relativo valore di parametro”)

L’europarlamentare ha chiesto che questo schema di decreto sia respinto perché se approvato consentirebbe l’erogazione in Italia  di acque destinate a consumo umano, inquinate da sostanze tossiche e cancerogene come cianobatteri e relative microcistine.

In allegato il testo dell’interrogazione  e  del documento delle Osservazioni in opposizione.

Associazione italiana medici per l’ambiente – Isde (International Society of Doctors for the Environment – Italia)

Viterbo, 23 novembre 2012

 

Per ulteriori informazioni e comunicazioni: tel.3383810091

e-mail: isde.viterbo@gmail.com;

 

Allegati :
1-Interrogazione parlamentare
2-Osservazioni opposizione della ISDE
3- SCHEMA DI DECRETO INTERMINISTERIALE  CLICCA QUI

 

 

 allegato 1 -INTERROGAZIONE PARLAMENTARE
Testo:
Il decreto interministeriale n.2012/0534/I-C50A, che propone modifiche al decreto legislativo 31/2001 relativo ai requisiti di potabilità dell’acqua destinata al consumo umano, è ora in esame alla Commissione Europea (DG ENTR). Questo decreto interministeriale introduce l’inammissibilità della presenza di contaminazione da cianobatteri e loro microcistine nelle acque destinate a consumo umano.

Considerato che:
-il decreto legislativo 31/2001, che ha recepito la Direttiva Europea 98/83, non può essere modificato per introdurre criteri più laschi ma solo per introdurre termini più stringenti, e che non è questo il caso della modifica prevista dal suddetto decreto interministeriale;
-la modifica proposta è in palese contrasto con le evidenza scientifiche, in quanto è acclarata la potenzialità tossica dei cianobatteri e le azioni epigenetiche, genotossiche ed oncogene dei vari tipi di microcistine da essi prodotti;
-l’approvazione di questo decreto comporterebbe un rischio documentato e concreto per la salute umana e che è necessario, invece rispettare pienamente il Principio di Precauzione;
-l’Associazione Italiana Medici per l’ambiente – ISDE (International Society of Doctors for the Environment – Italy9 ha inviato al responsabile 98/34/CE della Commissione Europea un documneto recante una serie di osservazioni volte a sostenere la richiesta di rigetto del suddetto decreto;

si chiede alla Commissione di rigettare il decreto interministeriale n. 2012/0534/I -C50A

Firmato

Niccolò Rinaldi
21/11/2102

 

allegato 2 – Osservazioni opposizione della ISDE

Al Responsabile per la Direttiva 98/34 della Commissione Europea

 

e per opportuna conoscenza:

al Commissario Europeo all’Ambiente

al Commissario Europeo alla Salute

al Presidente della Commissione Europea

 

al Ministro dell’Ambiente

al Ministro della Salute

al Presidente del Consiglio dei Ministri

 

ai Presidenti delle Commissioni “Igiene e sanità” e “Territorio, ambiente, beni ambientali” del Senato della Repubblica

ai Presidenti delle Commissioni “Ambiente, territorio e lavori pubblici” e “Affari sociali” della Camera dei Deputati

 

al Presidente della Commissione “Ambiente, sanità pubblica e sicurezza alimentare” del Parlamento Europeo

 

Oggetto: Osservazioni  in opposizione allo schema di decreto interministeriale che propone l’introduzione di alcune modifiche al Decreto Legislativo 31/2001 relativamente ai requisiti di potabilità (notification number 2012/0534/I – C50A, title “Schema di decreto interministeriale per l’introduzione, nell’allegato I, parte B, del decreto legislativo 2 febbraio 2001 n. 31, del parametro “Microcistina-LR” e relativo valore di parametro”); affinché esso sia rigettato sia per palese illegittimità in quanto in flagrante conflitto con la vigente normativa europea ed italiana, sia per palese inammissibilità in quanto in flagrante contrasto con le evidenze scientifiche e le inequivocabili indicazioni dello Iarc, dell’Oms e dell’Usepa, e in altrettanto flagrante violazione del principio di precauzione.

 

 

1. Premessa

Facendo seguito alla nostra comunicazione del 29 ottobre 2012 (allegato primo) ed ai colloqui telefonici successivamente intercorsi, con la presente l’Associazione italiana medici per l’ambiente – Isde (International Society of Doctors for the Environment – Italia), nella persona della referente di Viterbo dottoressa Antonella Litta, presenta le seguenti Osservazioni  in opposizione allo schema di decreto interministeriale che propone l’introduzione di alcune modifiche al Decreto Legislativo 31/2001 relativamente ai requisiti di potabilità (notification number 2012/0534/I – C50A, title “Schema di decreto interministeriale per l’introduzione, nell’allegato I, parte B, del decreto legislativo 2 febbraio 2001 n. 31, del parametro “Microcistina-LR” e relativo valore di parametro”), Osservazioni la cui conclusione è che tale schema di decreto interministeriale debba essere rigettato sia per palese illegittimità in quanto in flagrante conflitto con la vigente normativa europea ed italiana, sia per palese inammissibilità in quanto in flagrante contrasto con le evidenze scientifiche e in altrettanto flagrante violazione del principio di precauzione.

 

2. Osservazioni

A dimostrazione di quanto esposto in premessa sarà sufficiente rilevare sinteticamente che, sotto parvenza e col pretesto di colmare un presunto (e non reale) vuoto normativo, di fatto lo schema di decreto interministeriale pretende di legittimare l’erogazione per consumo umano di acqua inquinata da agenti gravemente patogeni, così perpetrando un grave nocumento e violando le norme italiane ed europee attualmente vigenti a tutela della salute, in primis violando proprio lo stesso decreto legislativo 31/2001: non si tratta infatti di un emendamento integrativo, ma di un vero e proprio capovolgimento della ratio della legge, e di una flagrante violazione della norma.

 

2.1. Illiceità, illegittimità ed incostituzionalità del decreto proposto

2.1.1. l’approvazione del decreto renderebbe de facto lecita l’erogazione di acque destinate a consumo umano anche in presenza di contaminazione da cianobatteri e loro microcistine; è evidente che la legislazione vigente proibisce tale erogazione: ne consegue che lo schema di decreto interministeriale ipso facto si configura contra legem, e va quindi rigettato in quanto lungi dall’emendare il Decreto legislativo 31/2001 inequivocabilmente lo viola nei suoi stessi fondamenti;

2.1.2. va osservato inoltre che lo schema di decreto de quo, consentendo de facto l’erogazione per consumo umano di acqua contaminata da cianobatteri e relative microcistine viola altresì l’articolo 32 della Costituzione della Repubblica Italiana che “tutela la salute come fondamentale diritto dell’individuo e interesse della collettività”, e si configura pertanto non solo come illecito ed illegittimo, ma altresì come incostituzionale in quanto in irrimediabile conflitto con quanto disposto dalla Costituzione italiana.

2.1.3. Né occorre aggiungere come molte altre leggi e molti altri regolamenti, sia italiani che europei, siano inequivocabili violati dall’atto proposto. Al riguardo, qualora fosse richiesto, ci è agevole fornire documentazione legislativa e giurisprudenziale ad abundantiam.

2.1.4. Riassumendo: ne discende che per le ragioni giuridiche esposte lo schema di decreto interministeriale de quo vada rigettato in quanto in palese contrasto con la vigente normativa italiana ed europea.

 

2.2. Inammissibilità sotto il profilo scientifico e deontologico

2.2.1. Come abbiamo già evidenziato nella nostra comunicazione dello scorso mese, è acclarata senza possibilità di equivoco la gravità del problema dell’eutrofizzazione e il pericolo per la salute umana determinato della presenza di cianobatteri e microcistine in corpi idrici utilizzati per l’erogazione di acque potabili; è inoltre acclarata la grande, e in parte ancora sconosciuta, potenzialità tossica dei cianobatteri; e vi è chiara nozione della potenziale pericolosità della loro mutevole ed imprevedibile risposta a diverse condizioni climatiche ed ambientali; delle azioni tossiche, epigenetiche, genotossiche ed oncogene di tanti e vari tipi di microcistine da essi prodotte; delle documentate e croniche difficoltà in Italia di una potabilizzazione efficace, sicura e costante delle acque che presentano queste criticità; della mancanza di un reale e diffuso sistema di sorveglianza, allarme e gestione di questi fenomeni su tutto il territorio nazionale italiano; ed infine e soprattutto del documentato e concreto rischio per la salute umana e quindi della necessità di tutelare e preservare le caratteristiche di qualità delle acque come disposto dalla Direttiva 98/83 ne consegue che lo schema di decreto interministeriale citato si configura altresì come atto in contrasto con l’evidenza scientifica e la deontologia medica, ecologica e bioetica, oltre che con l’ortoprassi amministrativa e gestionale.

2.2.2. E’ sufficiente inoltre considerare quali siano in materia le indicazioni di tutte le agenzie internazionali, europee ed italiane di protezione dell’ambiente, della salute e dei diritti umani, per evincerne come lo schema di decreto interministeriale citato nel suo esito effettuale si ponga in contrasto con tutte le indicazioni formulate dalle più autorevoli fonti scientifiche, oltre che legislative ed amministrative. Valga ad esempio il caso (già citato nella nostra comunicazione dello scorso mese) del gravissimo degrado e inquinamento del lago di Vico, affetto ormai da lungo tempo da un gravissimo processo di eutrofizzazione e da sempre più frequenti e massicce fioriture del cianobatterio Plankthotrix rubescens, detto anche alga rossa, capace di produrre una microcistina cancerogena, non termolabile e tossica per gli esseri umani, per la flora e la fauna lacustre, classificata dalla Iarc (Agenzia internazionale di ricerca sul cancro) come cancerogeno di classe 2 b.

 

2.2.3. Né vi è bisogno di aggiungere come lo schema di decreto interministeriale violi scandalosamente il principio di precauzione, principio che in tale ambito deve essere inteso in guisa di kantiano imperativo categorico, come dimostrano peraltro un vastissimo e crescente numero di pronunciamenti giurisprudenziali e la costante evoluzione legislativa italiana, europea ed internazionale degli ultimi decenni.

2.2.4. Nella Relazione tecnica (allegato secondo), che costituisce parte integrante e sostanziale del presente atto, si presentano esaurientemente gli inconfutabili dati, le evidenze scientifiche e la vastissima bibliografia a sostegno delle Osservazioni qui sinteticamente riassunte.

2.2.5. Riassumendo: ne discende che per le ragioni scientifiche esposte (particolarmente nella dettagliata Relazione tecnica allegata) lo schema di decreto interministeriale de quo vada rigettato in quanto inammissibile.

 

2.3. Questioni di metodo

Ulteriori Osservazioni sono formulabili altresì in ordine al metodo con cui l’atto è stato predisposto ed avviato nel suo iter procedimentale; ed in tale ambito si evidenzia che:

2.3.1. le proposte di emendazione a leggi nazionali possono riguardare l’adozione di termini più stringenti, in ossequio al principio europeo di prevenzione, non termini più laschi; questo schema di decreto ammette invece ed effettualmente favoreggia la presenza di una classe di tossici ora non prevista né tollerata dalla legge europea e italiana;

2.3.2. il testo della proposta sembra essere stato indirizzato per verifica alla sola Commissione Imprese e Industrie dell’Unione Europea (nel cui sito internet compare con la relativa scheda) mentre riguarda una classe di sostanze tossiche di diretto impatto ed interesse primario sanitario e non industriale, in quanto riguardante la totalità della popolazione nazionale utente di un servizio fondamentale per la qualità della vita, come la fornitura di acqua potabile;

2.3.3. l’iter seguito si è quindi fin qui caratterizzato per aver effettualmente sostanzialmente eluso fin dall’origine indispensabili ed adeguati criteri, controlli e procedure;

2.3.4. dal testo stesso della scheda di presentazione presente nel sito della Commissione Imprese e Industrie dell’Unione Europea peraltro si evince come l’atto sia presentato in modo a dir poco carente ed elusivo e pertanto come esso sia irricevibile per ragioni tanto di merito quanto di metodo, tanto sostanziali quanto formali:

2.3.4.1. ad esempio vi si legge che “esso non è una misura sanitaria o fitosanitaria”, mentre è di assoluta evidenza che se approvato esso avrebbe una notevole ed assai negativa rilevanza sanitaria;

2.3.4.2. analoga sottolineatura merita l’esplicita ammissione che “L’analisi di impatto non è disponibile al momento della notifica”, e basterebbe questo solo dato a motivare il rigetto dello schema di decreto;

2.3.5. last, but not least il decreto, nel suo esito che effettualmente consente e favoreggia l’erogazione per consumo umano di acqua contaminata, si pone in aperto contrasto con la necessità di contrastare ogni forma di inquinamento e degrado delle acque anche in considerazione degli obiettivi europei in tema di qualità delle acque previsti per l’anno 2015.

2.3.6. Riassumendo: ne discende che non solo per le ragioni giuridiche e scientifiche esposte, ma anche per ragioni di metodo, procedimentali, deontologiche, di congruità e coerenza, lo schema di decreto interministeriale de quo vada rigettato.

 

3. Conclusioni

Sic stantibus rebus, alla luce delle Osservazioni che precedono si evince pertanto come lo schema di decreto interministeriale citato debba essere rigettato sia per palese illegittimità in quanto in flagrante conflitto con la vigente normativa europea ed italiana, sia per palese inammissibilità in quanto in flagrante contrasto con le evidenze scientifiche e in altrettanto flagrante violazione del principio di precauzione.

 

4. Ad integrazione delle presenti osservazioni

4.1. Si allegano i seguenti documenti:

4.1.1. Allegato primo: nostra lettera del 29 ottobre 2012 al Responsabile per la Direttiva 98/34 avente ad oggetto: opposizione all’introduzione, nell’allegato I, parte B, del Decreto Legislativo 2 febbraio 2001 n. 31, del parametro “Microcistina-LR” e relativo valore di parametro.

4.1.2. Allegato secondo: Technical relation.

4.2. Ulteriore vasta documentazione con specifico riferimento è nella nostra disponibilità e possiamo mettere a disposizione dei soggetti istituzionali qualora se ne desse la necessità.

 

5. Riserva di ulteriori azioni

L’Associazione italiana medici per l’ambiente – Isde (International Society of Doctors for the Environment – Italia) si riserva ogni ulteriore azione in tutte le sedi politiche ed amministrative, civili e penali, italiane, europee ed internazionali.

 

6. Diffida

La presente vale anche come diffida nei confronti sia dei responsabili del procedimento amministrativo in sede italiana ed europea, sia delle figure apicali delle strutture, organizzazioni ed istituzioni coinvolte nella predisposizione, promozione e favoreggiamento dello schema di decreto, sia dei decisori burocratici e politici che intendessero procedere comunque nella commissione di quella che si configura come una flagrante violazione di legge.

 

Gentili signori,

il presenta atto è stato redatto nella formulazione più semplice ed agevolmente comprensibile, e secondo i canoni consueti degli atti di Opposizione; qualora fosse prevista dal soggetto ricevente l’adozione di una modulistica peculiare ovvero standardizzata (fin qui peraltro non messaci a disposizione) siamo ovviamente disponibili a riformularlo nelle ulteriori specifiche modalità previste, ma fin d’ora le presenti Osservazioni hanno piena validità ed efficacia, e costituiscono atto che implica la piena responsabilizzazione di ogni pubblico ufficiale che, ricevendole, nell’ambito delle sue competenze debba tener conto del contributo di conoscenza che esse recano in relazione ai suoi compiti.

 

In attesa di un sollecito riscontro, e restando a disposizione per ogni ulteriore informazione, chiarimento, approfondimento e documentazione, vogliate gradire distinti saluti ed auguri di buon lavoro.

 

dottoressa Antonella Litta,

referente per Viterbo dell’Associazione italiana medici per l’ambiente

– Isde (International Society of Doctors for the Environment – Italia)

Viterbo, 20 novembre 2012

 

Per comunicazioni: dottoressa Antonella Litta, via Monte Amiata 5/c, 01037 Ronciglione (Vt), Italia

tel. 3383810091, 0761559413, fax: 0761559126

e-mail: isde.viterbo@gmail.com;

 

 

 

This entry was posted in Acqua potabile and tagged , , , , , , . Bookmark the permalink.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

*