Arsenico nel Lazio: chi assicura l’acqua potabile dal 1° gennaio?

Un documento di Legambiente. Scadute le proroghe, problemi per i cittadini.

Dal 1° gennaio è vietato bere in 56 comuni del Lazio. Scadono infatti le deroghe concesse dall’Ue e, per l’alta concentrazione di arsenico, l’acqua diventa “non potabile”.
È intervenuta già nei giorni scorso Legambiente per richiamare l’attenzione delle autorità.
Ora l’associazione chiede un immediato piano di emergenza per garantire ai cittadini il diritto all’acqua potabile nelle decine di Comuni, soprattutto nel viterbese, dove non potranno più bere e usare acqua potabile dal 1° gennaio 2013.

Decine di migliaia di utenze interessate

“Decine di migliaia di utenze specialmente nella provincia di Viterbo tra pochi giorni non avranno più accesso all’acqua potabile”: sottolinea Lorenzo Parlati, presidente di Legambiente Lazio. “Occorre un piano di emergenza immediato che coinvolga sindaci, istituzioni locali e Protezione civile per mettere in campo mezzi e risorse e garantire l’acqua ai cittadini fornendo autobotti, fontane con dearsenificatori o comuqne soluzioni idonee e a breve termine”.

Servono 5/6 litri al giornoper 300.000 abitanti

“Bisogna garantire un approvvigionamento giornaliero di 5-6 litri d’acqua a persona come indicato dall’Istituto Superiore di Sanità”: dichiara, a sua volta, Pieranna Falasca, coordinatrice provinciale Legambiente Viterbo. Q
“uesta è una vera e propria emergenza sanitaria che coinvolgerà quasi 300.000 abitanti. Ci risulta che esista un piano di emergenza, ma non ci sarebbero i soldi per realizzarlo. La Regione deve istituire un’unità di Crisi per fornire dearsenificatori alla popolazione del viterbese”.

Si annuncia una lunga odissea

Secondo Legambiente le zone particolarmente colpite dall’emergenza arsenico vedranno l’arrivo dei primi dearsenificatori solo negli ultimi giorni dell’anno, mentre altri 13 arriveranno alla fine di marzo 2013.
“Purtroppo – continua l’associazione – la realizzazione dei restanti 49 potabilizzatori si vedrà soltanto nel 2014, non avendone ancora approvato i progetti. Ciò significa che l’odissea dei cittadini sembra essere solo all’inizio per un diritto che dovrebbe essere garantito ad ogni essere umano”.
Ultimo aggiornamento: 29/12/12

 

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